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Corea del Nord: ecco la nuova canzone di Kim Jong-un

Si intitola "Verso la vittoria finale". E per molti è una metafora della "auspicabilmente prossima" riunificazione col Sud

Una donna in lacrime canta una canzone in onore del giovane generale Kim Jong-un

Ne abbiamo già parlato: la macchina propagandistica della Corea del Nord si è messa in moto per creare attorno al nuovo leader del Paese, Kim Jong-un, un'aura di superiorità, magari utilizzando mezzi che all'occhio di noi smaliziati occidentali possono far sorridere, ma che forse sono ancora efficaci nelle campagne a nord del 38° parallelo. L'ultima trovata dei burocrati nordcoreani è stata quella di lanciare un inno personale del loro capo, che tutti sono calorosamente "incoraggiati" a cantare mentre sono dediti alle attività di tutti i giorni.

Anche in questo caso, nihil sub sole novi: sia Kim Jong-il che Kim Il-sung hanno avuto la loro canzone, ovviamente popolare, più o meno a forza, tra i cittadini/sudditi dell'ultima autocrazia comunista del pianeta. E ora è arrivato il momento di dedicarne una anche al "Grande Successore" Kim Jong-un.

Non ha stupito nessuno il fatto che il nuovo inno sia stato intitolato "Verso la vittoria finale ". Il terzogenito di Kim Jong-il aveva infatti deciso di dedicare proprio a questo tema, il 15 aprile scorso, il suo primo discorso da leader, lo stesso con cui ha dato il via alla grande parata militare organizzata per il centenario della nascita nel nonno Kim Il-sung. Ricordando che "la bandiera del Sole dei nostri grandi compagni Kim Il-sung e Kim Jong-il sventolerà per sempre davanti agli occhi dei nostri rivoluzionari che lottano per la vittoria e l'onore. Una bandiera ci incoraggerà e ci condurrà alla prossima vittoria".

Da un paio di giorni "Verso la vittoria finale" viene trasmessa quasi ininterrottamente dalle radio e dalle televisioni di stato, nell'evidente intento di farla memorizzare dai cittadini il più velocemente possibile. E, naturalmente, di convincerli che la descrizione del leader messa a punto dagli esperti della propaganda corrisponde alla realtà. Non solo: le parole sono accompagnate da un video di immagini prevalentemente militari il cui secondo fine, per molti analisti, sarebbe quello di di ribadire l'intenzione del "Grande Successore" di sostenere con la stessa determinazione del padre e del nonno "l'animo rivoluzionario" della Corea del Nord.

Ma la verà novità della canzone di Kim Jong-un è un'altra. A differenza di "Nessuna madrepatria senza di te", l'inno che ha accompagnato Kim Jong-il durante tutto il suo regno, per glorificarne doti e scelte politice e strategiche, "Verso la vittoria finale" non parla del nuovo leader ma del popolo. Gente comune, funzionari di partito e soldati. Perché solo grazie al loro impegno e alla loro dedizione sarà possibile costruire una nazione potente e prospera". Evitato così di vanificare i successi delle precedenti generazioni che hanno già "vinto centinaia di battaglie". Portando molti a immaginare per "Vittoria finale" Pyongyang abbia in mente la riunificazione col Sud.

Insomma, evidentemente anche il Ministero della Propaganda si è reso conto che se sul piano della politica estera Kim Jong-un non ha intenzione di modificare nulla, all'interno dei confini nazionali vuole essere percepito come leader indulgente, affettuoso, e il più vicino possibile alle esigenze del popolo. E per farlo non può certo seguire l'esempio di chi lo ha preceduto e diventare il protagonista di un nuovo "inno nazionale" che parla solo di lui...

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