Buone notizie: la Juve è tornata a essere antipatica

Se quello che abbiamo visto sabato sera a San Siro fosse successo uno o due anni fa tutti si sarebbero limitati a parlare dell’ennesima partita di calcio condizionata da una giornata nera, anzi nerissima per la terna arbitrale. E invece …Leggi tutto

La grinta di Antonio Conte, allenatore della Juventus capolista (La Presse)

La grinta di Antonio Conte, allenatore della Juventus (La Presse)

Bar Sport: la terza stellaSe quello che abbiamo visto sabato sera a San Siro fosse successo uno o due anni fa tutti si sarebbero limitati a parlare dell’ennesima partita di calcio condizionata da una giornata nera, anzi nerissima per la terna arbitrale. E invece no. Milan-Juve è stata tutto fuorché una partita di calcio. Un’occasione per trasformare una palla oltre la linea (più tutta una serie di clamorose sviste arbitrali) in un film a metà strada fra L’allenatore nel pallone e Lo Chiamavano Trinità. Abbiamo visto di tutto: dirigenti che si scagliavano contro allenatori (roba che se l’avesse fatta Moggi chissà cosa avrebbero detto), telecronisti da neurodeliri, insulti, accuse, pugni, gomitate e lezioni di stile.

Cos’è cambiato in un anno? Pensate davvero che le dichiarazioni del pre-partita di Conte e Agnelli abbiano finito per condizionare la terna arbitrale? Pensate davvero che un arbitro internazionale come Tagliavento e il suo assistente Romagnoli mettano a repentaglio la propria carriera (perché di questo si parla) pur di dare una mano all’undici bianconero? Non so voi, ma se mi dicessero di scrivere un articolo di parte pur sapendo che questo potrebbe costarmi il lavoro io non accetterei.

Un’altra cosa mi viene invece da pensare: e cioè che la Juve è tornata ad essere quella squadra temibile che era prima di Calciopoli, dentro e fuori dal campo. Che non sia più quella “cosa” (difficile chiamarla società) che digeriva tutto in ragione di un progetto denominato “operazione simpatia”. Oggi c’è una realtà profondamente diversa che difende coi denti l’operato dei propri dipendenti (come farebbe del resto qualsiasi altra società, di calcio e non). E che, anche per questo, è tornata ad essere antipatica.

E allora dateci dei ladri, dei dopati e dei malati mentali. Continuate a parlare del gol di Turone, del fallo di Juliano e – ora – del gol di Muntari. Continuate a pensare che gli episodi a nostro sfavore (dalla piscina di Perugia ai recenti fatti di Parma, dal cambio in corsa sulla regola degli extracomunitari che portò Nakata a giocare – e decidere – la partita che valse lo scudetto del 2001 fino al gol annullato a Matri sabato sera) siano in fondo poca roba di fronte ai misfatti commessi da tutta quella schiera di arbitri che sotto la giacchetta nera indossano una maglia a strisce bianco-nere. Che i torti arbitrali contro al Juve, ormai lo abbiamo capito, sono un po’ come le mutandine di Belen: ci sono ma non si vedono.

Noi, comunque, non ci scomporremo. In fondo ci siamo abituati: chi vince non è mai amato dai suoi avversari. E poi qualcuno deve farse una ragione: la simpatica squadra dell’era Cobolli Gigli non c’è più. La Juve – come scrive qualcuno – è stufa di far tappezzeria al ballo delle grandi, adesso vuol condurre le danze, a costo di risultare antipatica.

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