Bentornato Leonardo, tutto tranne che un traditore

Tradimento? No. Opportunità? Si. Leonardo all’Inter è un passaggio che fa discutere ma che difficilmente si può paragonare alle grandi infedeltà sportive del passato. Le bandiere non esistono più, il calcio è cambiato e i soldi sono più facili …Leggi tutto

Leonardo arriva sulla panchina dell'Inter dopo l'esperienza al Milan dello scorso anno ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Leonardo arriva sulla panchina dell'Inter dopo l'esperienza al Milan dello scorso anno ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

bar sportTradimento? No. Opportunità? Si. Leonardo all’Inter è un passaggio che fa discutere ma che difficilmente si può paragonare alle grandi infedeltà sportive del passato. Le bandiere non esistono più, il calcio è cambiato e i soldi sono più facili da amare dei colori. Tuttavia l’uomo Leonardo merita rispetto, per la sua grande intelligenza e cultura, per i toni pacati usati sempre in un italiano perfetto. Il suo arrivo in nerazzurro non è la risposta all’acquisto di Ibrahimovic da parte del Milan, entrambi hanno valutato prima di tutto l’opportunità professionale, inoltre il passato parla chiaro…

Leonardo è stato una bandiera del Milan, prima in campo e dopo fuori. Grazie a lui i rossoneri hanno portato in Italia il talento di Kakà, Pato e Thiago Silva, grazie a lui lo scorso anno la squadra ha disputato un ottimo campionato in un momento di transizione e contestazione. Il passaggio in nerazzurro è uno shock per i tifosi rossoneri ma allo stesso tempo va valutato come la scelta di un uomo che nella sua lunga carriera sportiva ha sempre dato e meritato rispetto. Non si può parlare di un contrappeso per l’acquisto di Ibrahimovic dal Milan perché nessuno all’Inter riconosce allo svedese le stesse capacità umane di Leonardo. L’onestà intellettuale, termine coniato lo scorso anno da Mourinho, fa i conti in tasca ai professionisti. Tuttavia Ibrahimovic è il mercenario dal cuore cattivo, che già prima di passare al Milan insultava i suoi tifosi già in maglia nerazzurra. Provocazioni, inutili e che esulano dal lavoro, come Balotelli che indossa la maglia del Milan. Un siparietto evitabile. Tra i milanisti non mancano i tifosi che si sentono traditi, come dimostra la curiosa scenetta capitata ad un giornalista di Sky nel video qui sotto:

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Leonardo deve tanto al Milan e viceversa. L’allenatore giramondo, capace di parlare cinque lingue e dispensare citazioni colte, era stato l’unico che nella scorsa stagione aveva giudicato Berlusconi con una frase capace di far tremare l’ambiente rossonero: “Berlusconi è come Narciso, tutto quello che non è specchio non gli piace”. Un giudizio chiaro e forte che aveva segnato inevitabilmente il futuro dell’allenatore in rossonero. Per tutti questi motivi l’arrivo all’Inter non si può definire tradimento bensì opportunità, voglia di vincere ancora guidando giocatori che sono stati prima di tutto amici fuori dal campo e avversari ai tempi dei derby. Leonardo sorride, sarà sempre grato al Milan e ai suoi tifosi ma adesso inizia un nuovo periodo della sua vita. Paragonarlo a Ibrahimovic sarebbe offensivo, avvicinarlo a Ronaldo e Vieri limitativo. Leo è Leo, uomo di carisma che fa bene al calcio italiano e che si è ritrovato protagonista nel conflitto tra cugini, Montecchi e Capuleti che non vogliono aver niente in comune e sono pronti a rinnegar più che accettare. Di certo le due dirigenze e gli stessi tifosi godono nel giocare scherzi agli avversari cittadini in fase di mercato e Leonardo non sarà di certo l’ultimo di una moda sempre più in voga e per la quale vigerà sempre lo stesso proverbio: amo il tradimento, ma odio il traditore.

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