Baggio, Raiola e Ibrahimovic: Il buono, il brutto e il cattivo dell’estate calcistica

L’estate calcistica italiana è stata contraddistinta dall’attenzione mediatica sui Re del mercato: Mino Raiola (il brutto) è il Jerry Maguire dei procuratori di calcio mentre Zlatan Ibrahimovic (il cattivo) ha materializzato il tradimento perfetto passando dal Barcellona al Milan dopo …Leggi tutto

Roberto Baggio, Mino Raiola e Zlatan Ibrahimovic: il buono, il brutto e il cattivo dell'estate calcistica italiana

Roberto Baggio, Mino Raiola e Zlatan Ibrahimovic: il buono, il brutto e il cattivo dell'estate calcistica italiana

bar sportL’estate calcistica italiana è stata contraddistinta dall’attenzione mediatica sui Re del mercato: Mino Raiola (il brutto) è il Jerry Maguire dei procuratori di calcio mentre Zlatan Ibrahimovic (il cattivo) ha materializzato il tradimento perfetto passando dal Barcellona al Milan dopo un passato a forti tinte nerazzurre. La parafrasi perfetta dello storico film di Sergio Leone viene infine conclusa da Roberto Baggio (il buono), esempio di come un calciatore possa passare da Juventus, Milan e Inter senza per forza essere odiato.

Roberto Baggio ai tempi del Milan (ANSA)

Roberto Baggio ai tempi del Milan (ANSA)

Il divin codino è stato amato in ogni piazza, il suo genio ha esaltato pubblico e critica per oltre quindici anni e ogni suo trasferimento è stato visto come una grave perdita piuttosto che come un tradimento. Roberto Baggio è tornato come Presidente del Settore tecnico della FIGC, un’icona del nostro calcio utile per rilanciare un campionato in crisi di pubblico e risultati. Roby era amato da tutti, anche da chi lo ha visto partire per una squadra rivale. Già dai tempi di Firenze la sua cessione creò una rivolta cittadina, fino ad arrivare a Bologna quando Renzo Ulivieri ammise di essere stato sgridato anche dalla madre per non averlo messo in campo. Della serie: figlio mio, tutto ma non Baggio in panchina. Vicenza, Fiorentina, Juventus, Milan, Bologna, Inter, Brescia. Tante squadre per un buono, un Clint Eastwood del nostro calcio, icona di un calcio che forse non vedremo più.

Zlatan Ibrahimovic e Mino raiola a San Siro durante Milan Lecce ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Zlatan Ibrahimovic e Mino raiola a San Siro durante Milan Lecce ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Un calcio romantico e più bello da vedere, meno cinico e sottomesso alle regole del mercato, al peso insostenibile del Dio denaro capace di sottomettere sempre più questo sport, anno dopo anno. E’ proprio qui che si colloca Mino Raiola, l’Eli Wallach della nostra storia, il brutto Tuco, loquace bandito ricercato dalle autorità. L’uomo delle trattative impossibili, il procuratore capace di schivare voci e costruire colpi di mercato impensabili. Ibrahimovic in rossonero era una realtà da fantascienza fino a solo un anno fa. Raiola ha portato lo svedese a Milano, fatto fuggire Balotelli dall’Inter e facendo arrivare Robinho al Milan in una trattativa lampo. ”Io non creo casini né chiedo ai miei giocatori di crearli, se c’è casino li porto via” ha dichiarato Raiola. La verità è che quando un giocatore entra a far parte del suo entourage le società tremano e prevedono tira e molla estenuanti e dispendiosi.

latan Ibrahimovic solleva una maglia rossonera durante la presentazione ai tifosi al Meazza di Milano domenica sera

latan Ibrahimovic solleva una maglia rossonera durante la presentazione ai tifosi al Meazza di Milano domenica sera

Il cattivo del nostro film, Lee Van Cleef, Sentenza, è Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese che di svedese ha poco, primo giocatore nella storia ad essere pagato per quattro volte più di venti milioni di euro, torna in Italia al Milan. Dopo essere stato etichettato come traditore per aver lasciato la Juventus per l’Inter nell’estate di calciopoli, Ibra è tornato. Sorridendo in faccia agli interisti dallo stadio rossonero di San Siro, descrivendo il suo Milan come la squadra più forte del mondo e rilasciando dichiarazioni che sembrano il proseguo di una provocazione iniziata con i gestacci alla curva Nord nerazzurra nel suo ultimo anno interista. Dopo un’estate di passione il buono, il brutto e il cattivo sono più che mai protagonisti del calcio italiano: il brutto ha già vinto la sua scommessa e riempito il portafoglio, il buono si prepara a rifondare il settore tecnico della Figc e il cattivo è carico per il derby, sognando di replicare lo smacco di Ronaldo, a segno tre anni fa nella stracittadina milanese (anche se poi la partita la vinse l’Inter, insieme allo scudetto).

© Riproduzione Riservata

Commenti