Anelka, Guida: quando la Juve diventa l’Inter

Sarà stato forse per festeggiare i compleanni di Mou e Gasp, allenatori della recente storia nerazzurra, o per spirito di emulazione: ma ieri la Juventus si è trasformata nell’Inter. Marotta in Moratti. E Antonio Conte, a tratti in uno …Leggi tutto

Marotta-Conte-1024x603.jpg

ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Sarà stato forse per festeggiare i compleanni di Mou e Gasp, allenatori della recente storia nerazzurra, o per spirito di emulazione: ma ieri la Juventus si è trasformata nell’Inter. Marotta in Moratti. E Antonio Conte, a tratti in uno Zeman, in un Mazzarri o in un Mourinho qualsiasi.

Ma ricapitoliamo: la Juve pareggia in casa con la terzultima in classifica, in superiorità numerica per l’ultima mezz’ora, come già successo contro la  Samp (dove aveva addirittura perso). La Juventus ha fatto 18 punti nelle ultime 10 partite e si parla solo dell’arbitro Guida. O, parole di Marotta, del fatto che il suddetto abbia origini napoletane. Patetico. Non dice però che se la Juve avesse giocato da Juve avrebbe potuto arbitrare anche Gloria Guida che avrebbe vinto ugualmente.

Ma c’è di più: il problema non sarebbe nel rigore, o nei tre rigori non visti; l’errore ci sta sempre ci mancherebbe. Il problema sta nella giustificazione che Guida avrebbe addotto: “Non me la sono sentita (di fischiare)”.

Premesso che, pur credendo ciecamente alle parole di Conte, quest’affermazione andrebbe dimostrata e quanto meno vorremmo sentire la versione del povero Guida. Premettiamo anche che ogni frase va contestualizzata. Abbiamo imparato a nostre spese con Calciopoli, quanto sia facile e possa essere disastroso impugnare stralci di affermazioni.

E se anche fosse confermato il “non me la son sentita” può voler dire tutto e niente. Può sottintendere, sì certo, un condizionamento che sarebbe inaccettabile e da radiazione. Ma anche un più banale, non ero certo fosse rigore e quindi “non me la sono sentita”.

Poi se il problema è che Guida è tifoso del Napoli come si evincerebbe anche da questa intervista, allora ancor di più la sede per protestarne non era quella di ieri sera. Intendiamoci protestare se si ritiene di aver subito un torto è legittimo, trascendere no. La polemica sulle parole di Guida ci ha ricordato tanto quella su Maggiani, guardalinee di Catania-Juventus, e del presunto stemma della Juve sul suo profilo Facebook. Spazzatura.

Ribadiamo se c’è un problema nelle designazioni questo sì è argomento serio e andrebbe discusso da Marotta e Agnelli nelle sedi opportune. Ma certo se poi si vota Abete…

E perdonateci, ma le designazioni si conoscono dal giovedì. Se Marotta aveva già in testa certe strane idee non poteva svegliarsi prima? Perché non ha indetto una bella conferenza stampa il venerdì per denunciarne l’inopportunità? Insomma, se il rigore su Granqvist Guida  l’avesse  fischiato, sarebbe improvvisamente diventato nativo di Pino Torinese?

L’unico argomento serio, l’ha sollevato invece Conte, che aldilà della polemica pretestuosa su quel “non me la sono sentita” ha, come spesso gli capita, centrato il vero obbiettivo. La parzialità mediatica con cui è stato affrontato il caso, già dalle telecronache e dai commenti post partita di ieri sera. In tanti a interpretare e reinterpretare il regolamento per cercare di capire se effettivamente fosse rigore. Una dovizia certosina che contrasta con i processi sommari a cui siamo abituati dopo ogni svista a favore della Juve.

E oggi sui media non c’è alcuna traccia di campionato falsato o di complotti. Nessuna indignazione. La Gazzetta parla addirittura di “rigore dubbio”. Nulla di cui stupirsi vista la nota partigianeria che alberga in via Solferino.

Ecco Marotta (e Agnelli) di questo dovrebbero preoccuparsi. Ieri ci saremmo aspettati che nel dopopartita azzannassero i commentatori Sky, gli imbalsamati ospiti della tribuna Rai, o i moviolisti Mediaset invece che prendersela con l’anello debole Guida.

Ma la verità è ben altra: e cioé che la Juve in casa con la terzultima in classifica ha faticato molto. Regalando il primo tempo e faticando oltremodo nel secondo. Questa squadra ha limiti strutturali in attacco, lo denunciamo da questa estate. Ha sì il miglior attacco, ma in partite come quelle di ieri si vede a occhio nudo quanto sarebbe utile un finalizzatore. Un Inzaghi, un Trezeguet. Uno di quelli che con un paio di conclusioni monetizza il gioco della squadra (vedi Napoli/Cavani). Questa squadra già dall’anno scorso spesso ottiene il minimo risultato col massimo sforzo e alla lunga con tante partite da giocare questo pesa. Problema costantemente sottovalutato.

Ah già, ma adesso ci sarà Anelka! Anelka. Anelka?

Ecco un altro rigurgito di interismo. Anelka ci ricorda tanto il Batistuta a fine carriera acquistato da Moratti. I Ferrante, gli Adriano di ritorno, i Cassano. Forse anche i Vampeta.

Che bisogno c’era di un ex-calciatore imbolsito, capriccioso, inadeguato che, parole di Marotta, chissà quando sarà pronto sotto il profilo ateltico? Anelka non era da Juve a 20 anni figuriamoci a 34. Viene da un mese di vacanze e 3 gol in 22 presenze in Cina. Anelka più che un calciatore è una figurina, ma una figurina da collezionisti di vecchie glorie. Ammesso che di vera gloria si sia mai trattato. Ma se lo ricorda Marotta cosa disse Antonio Conte a proposito di “soldatini e mezzi-uomini”?

L’operazione Anelka davvero facciamo fatica a capirla, sia dal punto di vista tecnico, sia di strategia societaria che di integrazione nello spogliatoio. Se soldi non ce n’erano meglio un Beltrame alla Grabbi a questo punto…

Siamo preoccupati, dietro iniziano a crederci e non vorremmo fare la fine del Milan dello scorso anno. D’accordo le avversarie non sono niente di chè, questo lo sappiamo, ma non giochiamo col fuoco…che il Napoli un finalizzatore vero ce l’ha, si chiama Cavani e ha dato al Napoli molti più punti di Guida.

Seguici su Twitter e Facebook

© Riproduzione Riservata

Commenti