Agnelli, Krasic e “l’orgoglio gobbo”: questa Juventus ci prende in giro

Da oggi chiamarli gobbi non è più offensivo. Perché è lo stesso presidente della Juventus ad utilizzare questa definizione per il suo popolo. Andrea Agnelli ha parlato di “orgoglio gobbo” in una settimana dove l’antipatia bianconera è sfociata nell’arroganza …Leggi tutto

Andrea Agnelli, Luciano Moggi e Antonio Giraudo (ANSA)

Andrea Agnelli, Luciano Moggi e Antonio Giraudo (ANSA)

bar sportDa oggi chiamarli gobbi non è più offensivo. Perché è lo stesso presidente della Juventus ad utilizzare questa definizione per il suo popolo. Andrea Agnelli ha parlato di “orgoglio gobbo” in una settimana dove l’antipatia bianconera è sfociata nell’arroganza tipica di chi sogna l’impunità a prescindere. Possiamo discutere ad oltranza sulla fede e la passione, sui colori giusti e quelli sbagliati, alcune certezze sono però innegabili come la Shoah: la Juventus non deve riavere i suoi scudetti e Milos Krasic a Bologna si è tuffato.

Dopo aver letto le frecciatine a Mourinho torna di stretta attualità il termine di “prostituzione intellettuale” e la nuova dirigenza bianconera sta dando prova sin da subito di aver un progetto che non vuole valorizzare la simpatia nei confronti dei suoi colori. Le dichiarazioni di Andrea Agnelli sulla restituzione degli scudetti 2004/2005 e 2005/2006 hanno dell’incredibile: “Una volta accertata la correttezza della nostra società negli anni in questione chiederemo la restituzione di ciò che ci spetta”. Mi tasto per sentire se ci sono. Il presidente è andato giù pesante con le provocazioni a margine, a partire da quel “stimo Moggi” che sa di baciamano al padrino di Martin Scorsese. Le responsabilità di Moggi nei campionati in questione sono state accertate e, che piaccia o meno al nuovo presidente, la Juve è colpevole. Al massimo quegli scudetti si potrebbero dare al Chievo, autore di stagioni superlative nel biennio incriminato, ma perché mai bisognerebbe restituirli alla Juventus? Il lodo Agnelli non ha alcun senso, è follia pura, ingiustizia applicata all’ingiustizia.

Capitolo Krasic. La sincerità è cosa buona e giusta. Si può parlare di calcio nei bar, discutendo o meno se questo o quel giocatore rende di più in un ruolo o nell’altro. Si può avere pareri discordanti su un fuorigioco, un tocco di mano in area, una scelta tattica dell’allenatore. Ma se mai venisse creata la Wikipedia del calcio, nel capitolo dedicato alla parola “inequivocabile” ci sarebbero le immagini di Krasic che cade in area sul campo del Dall’Ara emulando Tania Cagnotto. La Juventus ha presentato un dossier per fare appello contro la squalifica del giocatore fornendo anche “un fermo immagine video che dimostra come l’arrivo improvviso di Portanova generi una caduta innaturale del giocatore”. Una sorta di spostamento d’aria quindi. Caro presidente, non prendiamo in giro tifosi e appassionati di questo sport e come propositi per il 2011 mettiamo in prima fila l’onestà. Depenalizziamo gli spostamenti d’aria in area di rigore e se proprio dobbiamo introdurre regole nuove inseriamo l’aumento della squalifica nel caso di ricorsi palesemente illegittimi.

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