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Calcio

La maglia della Sampdoria: storia di quattro colori magici

Il Guerin Sportivo l'ha eletta maglia di club più bella del mondo, la stilista francese Celine ha scelto i colori per un capo d'alta moda

La prima Sampdoria del 1946

Nei mesi scorsi il Guerin Sportivo aveva eletto la maglia della Sampdoria come la più bella del mondo tra quelle di club. E' invece di questi giorni la notizia che una stilista francese, Celine, ha scelto i colori della divisa blucerchiata per creare un modello di alta moda.

La nascita della maglia:

Storia di quattro colori assemblati per fondere la storia e la tradizione di due squadre genovesi. Nel 1946 la biancoblù Andrea Doria e la rossonera Sampierdarenese si fusero per formare una nuova squadra di calcio. Nessuna delle due realtà voleva infatti perdere la propria identità e i colori bianco -rosso - nero (dove il rosso era stato ereditato dalla Pro Liguria) si mischiarono all'Andrea Doria. Il risultato fu una maglia capace di riportare le stesse tonalità partendo dall'alto, appunto un blu-cerchiato con una striscia bianca e al centro una banda rossonera. In mezzo a quest'ultima lo scudo di San Giorgio, il simbolo di Genova. Una maglia che ha conservato il suo fascino e originalità fino ai giorni nostri con vere e proprie chicche che hanno anticipato le tendenze dei grandi marchi sportivi. Curiosa è la storia della maglia rossa della Sampdoria, tra le più amate dai tifosi blucerchiati, utilizzata già negli anni ottanta e poi riadattata ai tempi di Gianluca Vialli e Mancini fino a quelli di Ruud Gullit, David Platt, Sinisa Mihajilovic e Sven Goran Eriksson. Secondo alcuni l'idea sarebbe nata proprio dai giocatori blucerchiati che in un post cena da Edilio, storico ristorante della società, dove i calciatori abbozzarono le modifiche da proporre alla Asics, lo sponsor tecnico.

I tributi ai colori della Sampdoria:

Colori che negli anni dello scudetto furono motivati in poesia dentro la canzone "Uno scudetto nel cuore": "il mare ha proprio quel blu ed il bianco è quello del suo sale, il nero d'un temporale che s'allontana nel sole, se aggiungi il rosso del cuore andrai oltre i limiti dell'impossibile, in cima alla classifica, più in alto delle nuvole". La maglia della Sampdoria è stata anche ispirazione per altre società che hanno scelto di rendere tributo alla società genovese adottandone i colori. L'esempio più conosciuto è quello dell'Amantea, squadra nata alla metà degli anni novanta dalla fusione tra A.C. Amantea Calcio ed A.S. Campora che grazie ad un presidente simpatizzante doriano adottò i colori sociali della Samp introducendo la maglia blucerchiata dalla stagione 1955/1956. Tributo anche alla Sampdoria da parte del Whitby Town, squadra inglese che ha ammesso di aver omaggiato i blucerchiati in quanto i giocatori e tifosi del Whitby sono soprannominati "seasiders". Anche la Maceratese giocò in maglia blucerchiata mentre gli scozzesi del Dundee United, negli anni di Vialli e Mancini giocarono con una maglia simile a quella della Sampdoria al punto che Rod Stewart, tifoso del Dundee, si innamorò della Sampdoria seguendola poi anche a Marassi in alcune occasioni.

Ad agosto 2012 la classifica del Guerin Sportivo ha piazzato la maglia blucerchiata al quarto posto generale, anticipata unicamente dalla maglia azzurra del 1978, da quella del Brasile del 1970 e da quella dell'Olanda del 1974. Una storia unica nel calcio italiano che ben si riassume con la scritta che da tanti anni campeggia nel settore distinti ad ogni partita casalinga dei blucerchiati al Luigi Ferraris: "Son quei colori magici che ci fan venire i brividi".

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