Calcio

La caduta di Kakà: da 100 a 10

Il Real Madrid libera il brasiliano che nel 2009 valeva 100 milioni. Oggi lo si compra a 10

L'ex giocatore del MIlan e del Real Madrid, Ricardo Kakà (credits: AP Photo/Paul White)

Ormai è ufficiale. Ricardo Kakà è sul mercato ed ha anche un bel cartellino attaccato al collo con il prezzo: 10mln. Un vero e proprio saldo di luglio.

Il problema è che qui non stiamo parlando di una maglia o un pantalone, di una camicia o un sandalo, ma di uno dei giocatori più forti degli ultimi 10 anni. Per quello che ha vinto, per quello che ha fatto (ed anche per "come" lo ha fatto). Ma le parabole si sa, non salgono mai all'infinito. Si, all'inizio sembrano dei razzi, come quel ragazzino comprato dal Milan (su segnalazione di Leonardo) che lo ha visto trascinare il San Paolo al successo in un incredibile mix di tecnica ed altetica.

Allora, va ricordato, non è che gli ultras rossoneri fecero salti di gioia. Kakà infatti arrivò a Milano con grossi punti di domanda. Era poco più che uno sconosciuto ed il nomignolo all'epoca era un assit comodo comodo per i tifosi di tutti gli stadi. Va aggiunto anche che la cifra sborsata da Galliani (8 milioni e mezzo di euro) era roba da giocatore medio, anzi, medio basso. Fu uno degli affari del secolo.

Perché il giovane brasiliano si dimostrò quasi subito un fuoriclasse. I suoi cambi di ritmo lo rendevano imprendibile per ogni difesa in Italia e soprattutto in Europa. Con la maglia rossonera dal 2003 al 2009 Ricardo Kakà gioca 270 partite segnando 95 gol. Vince Champions, Mondiale per Club, Coppa Italia, Campionato; nel 2007 conquista il pallone d'oro ed il premio come Football Player of the Year assegnato dalla Fifa. Insomma, il numero 1. E non solo come giocatore.

Faccia pulita, da bravo ragazzo, modi gentili anche in campo, cattolico credente e praticante, Kakà "era il genero che tutti le mamme vorrebbero vedere accanto alla figlia ...." come lo definì Silvio Berlusconi. Si sposa giovanissimo (e vergine, come ammise lui stesso) con l'altrettanto giovanissima Caroline. Un matrimonio che gli ha dato anche due figli: Luca ed Isabella.

Una star, e come tutte le stelle del calcio la sua quotazione sale, quasi all'infinito.

Nel gennaio del 2009 il Manchester City offre una cifra superiore ai 100mln di euro per portarlo in Inghilterra. Il MIlan davanti a tale cifra tentenna poi arriva il famoso "no" di Berlusconi e la maglia rossonera sventolata dalla finestra di casa davanti agli ultras adoranti in piena notte.

L'addio però è solo rimandato di qualche mese. A giugno Kakà passa al Real Madrid, per 67 milioni, senza che nessuno protesti o si strappi i capelli. Anche perché sono in molti a pensare (anche a Milanello) che il meglio il brasiliano lo abbia già dato. E non sbagliano.

A Madrid Kakà stenta. Problemi di ruolo, infortuni, il passare degli anni. Gioca poco e spesso male. Da titolare intoccabile così si ritrova prima in panchina se non addirittura in tribuna oscurato in tutto e per tutto dal nuovo numero 1: Cristiano Ronaldo.

Fino ad oggi, al colloquio con Mourinho che non lascia alcun dubbio: "Kakà, non ci interessi più, sei libero di andare da un'altra parte". Con 10 milioni di euro l'acquisto è automatico, ma siamo pronti a giurare che a Madrid ne adrebbero bene anche 8.

Il Milan ci sta facendo un pensierino. Chi meglio di lui potrebbe placare la rabbia dei tifosi delusi dopo le cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva? Resta solo da capire se l'operazione sia altrettanto intelligente e vantaggiosa anche dal punto di vista tecnico. Ma lasciamo i rgionamenti ai dirigenti di via Turati.

A noi basta aver capito che anche nel calcio non si è eterni. Da stella da 100 milioni a scarto da 10.

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