Calcio

L'involuzione di Giampaolo Pazzini: torna a Firenze?

Alla Sampdoria aveva la media di un gol ogni 1,8 partite, all'Inter ogni 3,1 incontri. In rossonero segna ogni 3,6 partite e il futuro sembra sempre più lontano da Milano

Giampaolo Pazzini a terra nella sfida contro lo Zenit (LaPrese)

Anche nella partita con lo Zenit Giampaolo Pazzini è rimasto a secco. Il numero 11 si è impegnato su ogni pallone ma la porta dei russi è rimasta inviolata e lo score dell'attaccante di Pescina non è cambiato. In rossonero ha giocato 18 partite stagionali con 5 gol, una media che non rispecchia le aspettative dell'estate, soprattutto dopo la tripetta a Bologna in avvio di campionato. Allegri non lo vede e nella gerarchia delle punte è ormai una riserva. La speranza di cancellare il difficile periodo in nerazzurro con la nuova maglia sembra già svanito e il futuro del numero 11 rossonero sembra sempre più lontano da Milano.

Da tempo si parla di un possibile scambio con Matri della Juventus, pupillo di Allegri ai tempi del Cagliari, ma non si esclude che il mercato di gennaio possa riservare sorprese che profumano di passato. Tra le squadre in cerca di un attaccante con le caratteristiche di Pazzini c'è infatti la Fiorentina, società che nel 2005 l'aveva acquistato dall'Atalanta per 6,5 milioni di euro. All'epoca la punta di Pescina era uno degli attaccanti più promettenti del calcio italiano, fresco di vittoria due anni prima nell'Europeo under 19. In viola però Pazzini non ha mai trovato lo spazio da titolare che meritava, chiuso da Toni e Gilardino. In totale un bottino di 25 reti in 108 partite, un potenziale mai totalmente espresso che nel 2009 lo ha portato al trasferimento alla Sampdoria.

9 milioni di euro più il cartellino di Bonazzoli, investimento della famiglia Garrone che si è rivelato uno dei colpi più azzeccati del mercato recente blucerchiato. Con la Samp Pazzini esplode e grazie agli assist di Antonio Cassano nella stagione 2009/2010 segna 19 reti in campionato guidando la sua squadra ad una storica qualificazione in Champions League. Una sua doppietta all'Olimpico strappa lo scudetto alla Roma e la sua quotazione sale alle stelle. 30-35 milioni di euro, la corte dei principali club italiani e la prospettiva di un posto fisso in nazionale. La Samp lo trattiene per giocare la Champions League ma dopo l'addio di Cassano anche lui sente che è arrivato il momento di cambiare. A gennaio si trasferisce all'Inter e l'esordio in nerazzurro è da sogno: due gol e un rigore procurato contro il Palermo.

I mesi successivi però non sono così felici e progressivamente Pazzini perde il posto da titolare. La scorsa estate ammette pubblicamente durante il raduno nerazzurro di non rientrare più nei piani della società e l'occasione di riscattarsi arriva dal Milan che lo preleva in cambio di Cassano. In rossonero finora non ha però reso a dovere, poco servito dagli esterni e dal gioco di Allegri che non valorizza le sue capacità aeree. Ad oggi la sua situazione è un grosso punto interrogativo e già il mese prossimo la sua maglia potrebbe tornare ad essere gigliata: la Fiorentina di Montella, squadra che attualmente gioca il miglior calcio della serie A, punta molto sugli esterni e la quantità di palle in area durante le partite dei viola lascia pensare che il Pazzo potrebbe essere il rinforzo giusto per puntare alla qualificazione Champions e dar fastidio alle prime della classe. Pazzini è legato al Milan da un contratto fino al giugno 2015 per 2,7 milioni di euro a stagione, ostacolo non da poco per un suo ritorno in Toscana. Dati alla mano l'involuzione della punta ha fatto però crollare il valore di mercato del giocatore: se la voglia di riscatto avrà la meglio su quella di guadagnare la trattativa è destinata a decollare già nelle prossime settimane.

© Riproduzione Riservata

Commenti