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Juventus, scudetto riaperto? Ecco perché non rischia, ma...

Cinque motivi per cui Allegri ha ragione ad essere sereno a patto di riattaccare subito la spina. Il peso del Triplete da inseguire

Due soli punti nelle ultime tre giornate, una frenata causata dal calendario non semplice (Atalanta e Roma fuori casa, derby col Torino in mezzo) e dalla fatica di una stagione fin qui entusiasmante ma anche molto pesante per Buffon e soci. Cosa succede alla Juventus? E' crisi o solo il controllo razionale da parte di Allegri di una primavera che culminerà nella finale di Champions League del 3 giugno a Cardiff?


Il dubbio sta sorgendo anche tra i tifosi della Juventus, divisi nel cuore perchè da una parte c'è la prospettiva dell'annata perfetta, quella riuscita in Italia solo all'Inter di Mourinho nel 2010 e in Europa a 8 squadre. Dall'altra, però, le prossime settimane sono piene di insidie, soprattutto se dovesse mancare la scossa che Allegri e i leader dello spogliatoio stanno chiedendo con forza.

La Juventus rischia di riaprire la corsa scudetto? Roma e Napoli alle spalle possono ancora sperare? Difficile, forse impossibile. E non lo dice solo la fredda logica dei numeri, ma una serie di considerazioni da cui partire. Non tralasciando, però, che la sfida col Crotone (non ancora retrocesso) sarà lo spartiacque tra serenità e ansia. Ecco perché la Juve non può perdere lo scudetto:

Calendario in discesa negli ultimi 180' - La prima considerazione è che Crotone in casa (17 vittorie e un pareggio fin qui) e Bologna in trasferta con i felsinei abbondantemente fuori da tutti i giochi sono due tappe in cui recuperare i 3 punti necessari non appare impresa titanica. La superiorità dei bianconeri è indiscutibile e sulla carta sono due gare senza storia. 

Turn over e frenata controllata - La sensazione è che la frenata sia stata controllata per cercare di calibrare le forze in vista di Cardiff. Allegri ha praticato un turn over ragionato che spesso ha pagato. Nella sua rosa ci sono 20 giocatori con almeno 19 presenze (dallo stakanovista Higuain a Benatia), la rotazione è stata pianificata nel dettaglio e ha tenuto vivi tutti pur essendoci gerarche scritte nella pietra. I titolari sono quelli e quando è servito sono stati gettati in campo ottenendo un miglioramento delle prestazioni.


La reazione dopo le sconfitte - In questo campionato la Juventus ha perso più del solito (quella di Roma è stata la quinta sconfitta) ma dopo i k.o. ha sempre reagito in maniera furiosa inanellando serie di vittorie che hanno cancellato l'effetto del passo falso. Questa volta basterebbe anche solo un colpo per chiudere la pratica...

Condizione fisica - I risultati mancati nelle ultime settimane non sono la spia di un problema fisico. Anzi. La Juventus ha corso e lottato fino al termine sia contro l'Atalanta che nel derby col Torino. E' vero che c'è qualche infortunio di troppo soprattutto a centrocampo, che è già il reparto con problemi di quantità e qualità, però la sensazione non è quella di trovarsi davanti a una squadra cotta. E' quasi unicamente una questione mentale e i senatori Juve sono capaci insieme ad Allegri di riattaccare la spina per tempo.

Le individualità da 'un colpo e via' - E se anche dovessero esserci problemi, nella rosa di Allegri ci sono tanti giocatori in grado di risolvere la partia con un colpo solo, magari in una giornata in cui la squadra non gira al massimo. Non è successo contro Atalanta, Torino e Roma? Vero a metà. E in ogni caso Crotone e Bologna sono avversari un gradino almeno sotto rispetto agli ultimi affrontati. Dunque sangue freddo e cuore caldo.

Fin qui i motivi per credere che il match point non sarà gettato al vento. Attenzione, però, perchè quella con i calabresi non sarà una partita facile e non solo perchè il ritmo preso dalla retrocedenda è da record (17 punti nelle ultime 7 giornate). Il Crotone ha la certezza fondata di potersi salvare e un pareggio avvicinerebbe in maniera sensibile il traguardo.

Psicologicamente il peso è tutto sulle spalle della Juventus. Attrezzata per reggere, ma comunque sfavorita nell'approccio. Ha un solo risultato su tre, guai ad andare a Bologna con l'obbligo di vincere. Lì davvero si esporrebbe a una tensione probabilmente eccessiva per un gruppo che da settimane è a un passo dal traguardo senza riuscire a raggiungerlo. Un po' come l'effetto braccino nel tennis. Ma alla Juve è difficile che accada.

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