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Calcio

Juve, curva chiusa: le motivazioni di una sentenza che fa discutere

Il paradosso del club innocente, ma punito per il lancio della bomba carta nel derby di Torino

La Juventus punita seppure non responsabile, nè direttamente nè indirettamente, del lancio della bomba carta che causò diversi feriti durante il derby di Torino dello scorso 26 aprile. Punita per responsabilità oggettiva, pur avendo rivendicato giustamente la propria estraneità al fatto, perché la norma prevede che in presenza di "attività che determinino rischi per la collettività, determinati soggetti debbano rispondere di illeciti altrui" sempre e comunque. La discussa conferma della chiusura della Curva Sud dello Juventus Stadium a cinque mesi dai fatti del derby trova ora una sua motivazione nel dispositivo pubblicato dal Collegio di Garanzia dello Sport del Coni. Un documento nel quale si ripercorre la storia della bomba carta e del caos che nelle settimane successive ha portato a una lunga serie di verdetti e sospensioni fino all'ultimo rigetto del ricorso del club bianconero.


Il Collegio scrive che la responsabilità oggettiva si deve applicare perché in grado di garantire un effetto dissausivo, preventivo e riparatorio a prescindere dalla censura nei confronti di una società. Dunque, siccome la bomba carta proveniva dal settore ospiti, pieno di tifosi juventini, la Juventus ne deve rispondere pur essendo la sua una "giusta rivendicazione" di aver operato sempre per la prevenzione e di non aver potuto fare nulla per impedire che il fatto accadesse. Nessuna attenuante perché la norma "prescinde non solo dalla responsabilità diretta, ma anche da quella indiretta, eventuale, per mancata prevenzione o vigilanza".

Il paradosso, insomma, è che un club è completamente nudo di fronte al comportamento di chiunque e il collegamento tra autore materiale di un gesto criminale e società diventa un concetto non solo temporale (il fatto che il singolo sia o meno assiduo frequentatore della tifoseria), ma spaziale: si trovava nel settore ospiti e la punizione scatta. L'aggravante nel caso della Juventus è che ai presenti nel settore ospiti dell'Olimpico viene addebitata la mancata dissociazione, sotto qualsiasi forma, rispetto al lanciatore della bomba carta che diventa "copertura e sostegno". Un atto d'accusa molto duro e che, nelle motivazioni del Collegio, giustifica la squalifica.

La Juventus, che si è opposta con forza allo stop ai propri tifosi contestando in ogni grado possibile la squalifica, ha deciso di non riempire la Curva Sud con i bambini come era avvenuto in passato. Allora si era trattato di una presa di distanza dal comportamento delle frange ultras. Questa volta la decisione di lasciare le tribune vuote suona come atto di protesta verso una sentenza ritenuta non in linea con le attività preventive di questi anni. Il sistema di telecamere a circuito chiuso e ad alta definizione che da mesi sorveglia le curve dello Stadium, ad esempio, è costato quanto lo stipendio del terzo portiere nella rosa di Allegri: possibile che Comune e Torino all'Olimpico non si siano mai dotati di uno strumento moderno di prevenzione, dissuasione e indagine?

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