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Calcio

Juve battuta e furiosa: "Avessimo vinto noi così..."

Decide un rigore fasullo fischiato da Rizzoli. Allegri: "Non c'era". Bianconeri stanchi e suona l'allarme sul doppio impegno.

 

Ha vinto il Milan e per la Juventus è un doppio choc perché, dopo 49 gare senza sconfitte, è caduta due volte in un mese davanti alle milanesi. K.o. pesante e che si porta dietro polemiche per l'episodio che ha deciso la partita al 31' del primo tempo. Rigore o no il tocco di Isla? All'apparenza no ed è curioso che ancora una volta ci sia stato l'intervento decisivo del giudice d'area (De Marco) nel creare confusione. Esperimento da rivedere almeno nella gestione dei compiti tra i diversi arbitri.

"NON ERA RIGORE" - Signorile Allegri: "Dalla panchina mi sembrava rigore ma vedendo le immagini è evidente che non era rigore". Protesta la Juventus anche se non cerca scuse. Alessio: "Nelle partite ci sono episodi a volte favorevoli e a volte contrari. Non oso immaginare cosa sarebbe accaduto se avessimo vinto noi con un episodio così...". Più deciso Marotta: "Era una partita da 0-0 se non ci fosse stato quell'episodio".

JUVE STANCA - Rigore a parte in ogni caso è stata una brutta Juventus, stanca e svuotata rispetto a quella travolgente vista contro il Chelsea e prima ancora con la Lazio. "Noi abbiamo un impianto costruito per esaltare tutti i giocatori e invece non ha funzionato niente - ha spiegato Alessio -. Quando non giochi da squadra puoi anche perdere come è capitato".

Conte aveva scelto di non fare quasi cambi rispetto alla Champions: nove undicesimi di squadra uguali con l'eccezione di Caceres al posto di Chiellini e Isla per Lichtsteiner. Una continuità rispetto anche alle gare con Pescara, Nordsjaelland e Lazio che probabilmente ha svuotato di energie soprattutto il centrocampo, parso quasi mai dinamico.

LA RIVINCITA DI ALLEGRI - E' stata al contrario la grande notte di Allegri. Ha accontentato Berlusconi (Robinho titolare), ma fatto anche di testa sua (De Jong davanti alla difesa). Ha vinto e, seppure col sorriso, si è tolto un sassolino dalla scarpa: "Parlo con Berlusconi da due anni e mezzo. Se va a cercare Guardiola vuol dire che devo essere davvero molto bravo...".

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