Calcio

Juve, analisi di un dominio. E in Europa...

Solo Capello nel 2005 meglio di Conte. Avversarie troppo discontinue. Barca, ManUtd e Real le nemiche in Champions

Conte esulta sulla panchina dello Juventus Stadium – Credits: La Presse

Corsa finita. Lo dicono i numeri e prima ancora la sensazione di assoluta superiorità che la Juventus sta spargendo qua e là per il campionato. Troppo forte la squadra di Conte e troppo discontinue le presunte avversarie che una dopo l'altra stanno giocando ad eliminarsi. Quando si ripartirà dopo la sosta toccherà alla Lazio sostenere il peso dell'anti-Juve. Fin qui ha portato male a tutte. Vedremo se Petkovic sarà capace di fare meglio di Zeman, Stramaccioni e Mazzarri.

CONTE A RITMO DI RECORD - Il punto di partenza è che la Juventus sta viaggiando a ritmo di record. Un anno fa dopo 18 giornate aveva 38 punti, ben 6 in meno rispetto ad oggi. Tradotto in proiezioni significa che sta viaggiando a un ritmo insostenibile e che la porterebbe a maggio a festeggiare lo scudetto a quota 93 punti, peggio solo dell'Inter post-calciopoli di Mancini.

La Juventus ha il secondo migliore attacco dietro la Roma di Zeman (39 gol segnati, 10 in più di un anno fa) e la migliore difesa con 11 reti prese. Ha un rendimento identico in casa e fuori (22 punti su 27 potenziali) e una distribuzione dei gol tra centrocampo e attacco invidiabile anche se servirebbe una punta un po' più incisiva. Però Conte ha avuto il massimo dai suoi panchinari quando è servito come con Quagliarella e Matri.

IL CIAPANO' DELLE ALTRE - L'altro tassello del dominio è la discontinuità delle altre. Alla sosta la Juventus arriva con un vantaggio abissale. Da quando si gioca con i 3 punti per vittoria (stagione 1994-1995) una sola volta alla 18° c'erano stati 8 punti tra la prima e la seconda: era il 2005-2006 ed era la Juve di Capello e della Triade. Poi basta e anche Mancini post-Calciopoli si era fermato a +7 sulla Roma in due occasioni.

Chi si è alternato ad inseguire si è sempre bruciato in fretta. Qualche esempio? Il Napoli è andato a Torino all'8° giornata a pari punti ed è uscito sconfitto e poi ha perso ulteriore terreno. L'Inter è diventata l'anti-Juve vincendo lo scontro diretto e da lì ha fatto 8 punti in 7 gare finendo a -9. La Roma sembrava lanciata e ha subito una dura lezione allo Juventus Stadium. Il Milan non è mai esistito. La Lazio ci prova adesso e si vedrà.

DOPO JUVE-INTER... - Impressiona la lettura della classifica dal 3 novembre in poi, dopo il successo di Stramaccioni in casa-Conte. In testa c'è la Lazio (17 punti), poi la Juventus (16) e la Roma (15). Le altre big? Fiorentina bene a quota 14, Milan in ripresa a 13, male il Napoli con 11 punti su 24 potenziali e malissimo l'Inter con addirittura solo 8 punti messi insieme (3 sconfitte, 2 pareggi e 2 vittorie).

Questo era il mese in cui la Champions League ha tolto energie e concentrazione all'armata bianconera costretta a vincere con Nordsjaelland, Chelsea e Shaktar per non buttare via tutto. Se è andata così adesso difficile immaginare un epilogo diverso.

A FEBBRAIO LA CHAMPIONS - Le uniche preoccupazioni possono essere legate agli infortuni (Chiellini) e alla Coppa d'Africa (Asamoah) ma ci penserà il mercato di gennaio a spazzarle via. La Juventus si ritufferà poi nella Champions con la convinzione di essere competitiva che viene anche dall'andamento di tutto il 2012. Meglio dei bianconeri (media 2,35 punti in 40 gare disputate) hanno fatto solo Barcellona (2,64), Manchester United (2,39) e Real Madrid (2,38). Due si elimineranno a vicenda negli ottavi. Sognare è lecito. Per le altre in Italia non resta che la corsa-Champions.

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