Calcio

Azzurri: lo psichiatra spiega come vincere

Battere l'ansia da prestazione si può. Anche ai Mondiali. Per il terapeuta Michele Cucchi, la squadra di Prandelli dovrà entrare in campo con la convinzione che si può... sbagliare - Lo Speciale Brasile 2014

Azzurri al lavoro in Brasile sotto la direzione di Cesare Prandelli – Credits: ANSA/ETTORE FERRARI

L'ansia aiuta chi ce l'ha. Anche nel corso del torneo più importante in assoluto per chi gioca a pallone. Per lo psichiatra Michele Cucchi, direttore sanitario del Centro medico Santagostino di Milano e autore del libro 'Vincere l'ansia con l'intelligenza emotiva', “all’aumentare dell’ansia aumenta la qualità della performance, ma una volta che ci siamo allenati bene non serve più pensare. Nelle ore precedenti la partita dobbiamo solo alimentare la convinzione che è inutile immaginare cosa succederà. In questo senso, la sfacciataggine, la supponenza e l’incoscienza aiutano molto, purché i giocatori siano in grado di lavorare bene e con umiltà sul campo in allenamento”. Azzurri, carta e penna. Ecco i 5 consigli che dovete seguire per fare bene in Brasile.

1.IN CAMPO SICURI DI SE'

Il modo migliore per affrontare questa sindrome è quello di essere sicuri di aver fatto tutto il possibile per arrivare pronti all’appuntamento con la Coppa del Mondo, solo così la mente sarà libera di concentrarsi solo sui 90 minuti.

2. PENSARE TROPPO FA MALE

Dedicare troppo tempo a pensare e a rimuginare sugli errori commessi è deleterio per la mente dei calciatori: bisogna trovare delle distrazioni che alleggeriscano il peso dell’attesa prima dell’ingresso in campo.

3. PER VINCERE CI VUOLE LO SGUARDO DI LEONIDA ALLA GUIDA DEI 300

Nelle ore precedenti la gara bisogna imparare a tirare fuori lo spirito del leader, che guida i compagni del “branco” e scaccia le insicurezze degli elementi più fragili.

4. OGNUNO SI MOTIVA A MODO SUO

Per alcuni atleti trovare la concentrazione passa attraverso un gesto fuori dal comune, per altri attraverso la famiglia e il legame con la propria terra. Sono quindi concesse la famose “balotellate” e le altrettanto celebri “cassanate”, basta che portino cattiveria agonistica e determinazione.

5. CONCEDERSI DI SBAGLIARE E TRASFORMARE LA SICUREZZA IN SERENITA’

Non è forte chi non sbaglia mai, ma chi si concede mentalmente di poter sbagliare e si confronta con i propri limiti: tutti ne abbiamo e la forza sta nel cercare costantemente di superarli. Fondamentale è saper convertire l’essere sicuri di sé nell’essere in grado di rasserenare gli animi dei compagni: anche dopo un errore si continua, tutti insieme, fino alla vittoria.

Twitter: @dario_pelizzari

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