Calcio

La rivincita di Buffon

Criticato per gli errori con la Juve ha trascinato l'Italia alla vittoria che vale mezzo pass Mondiale

Poche volte un portiere è stato determinante come Gigi Buffon nella notte di Palermo. E poche volte una prestazione maiuscola ha avuto valore doppio, anzi triplo. Miracoli buoni per sigillare i tre punti regalati dalla capocciata di Gilardino, dare a Prandelli il primo match point sulla strada del Mondiale di Brasile e, soprattutto, per rispondere alle critiche di quelli che vedevano Gigi meno reattivo e pronto rispetto al passato.

Tre parate decisive nel secondo tempo di sofferenza del Barbera. Quando la difesa ha ceduto (e purtroppo contro gli attaccanti bulgari è successo troppo spesso) le manone ce le ha messe lui. Roba da fargli un monumento e chiedergli scusa per aver dubitato, per aver intravisto il viale del tramonto di un portiere che certamente non ha più le caratteristiche fisiche di un tempo, ma che rimane uno dei pochi al mondo capace di fare la differenza.

L'Italia che andrà ai Mondiali con due turni d'anticipo se batterà la Repubblica Ceca allo Juventus Stadium deve tantissimo a Buffon. Senza Montolivo, Osvaldo e Balotelli, senza condizione e con pochi punti di riferimento in campo, la nazionale si è aggrappata alle spalle del suo numero uno. Rivincita? Di sicuro conferma. Non per Buffon, però: "Sono qui per parare, per fare il mio lavoro e quando ci riesco mo sento gratificato" ha detto schernendosi.

Qualche settimana fa era stato più graffiante. In Brasile se l'era presa a morte con chi lo descriveva come incapace di parare rigori. Poi aveva contestato chi sottolineava i suoi errori sui tiri dalla distanza. Sempre con educazione, ma estremamente deciso e chiaro. Diretto. Alla Buffon, insomma. A Palermo,invece, sarebbe stato troppo facile il giochino del "ve l'avevo detto che non ero finito" e Gigi si è sottratto con eleganza e coerenza. "Miracoli? Non so se sono Superman o il migliore portiere del mondo, però sto bene, non sono arrivato a questo record strisciando per terra...".

Nel suo mirino ha il Mondiale che gli consentirebbe di agganciare a quota 136 presenze Cannavaro nella classifica delle presenze in azzurro. Martedì la sua Torino può dargli una grande mano. Lui aspetta e non cova alcuna rivincita. Sassolini da togliersi dalle scarpe? "No, non ho sassolini da togliermi dalle scarpe". E via sorridendo nella notte di Palermo.

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