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Calcio

Rivoluzione Inter: social e tifosi al centro per tornare a riempire San Siro

Le nuova strategia del club di Thohir che si sta modernizzando sul modello Premier League. E a fine marzo nasce #milionidinomi

Il sogno è riempire San Siro sul modello degli stadi della Premier League. Sold out a prescindere da avversario e posizione in classifica perché la squadra del cuore è questione d'amore che ci deve essere sempre, nella buona e nella cattiva sorte. L'obiettivo realistico è tornare in fretta alle medie spettatori di qualche anno fa, quando nell'era Mourinho l'Inter chiudeva costantemente oltre i 55.000 spettatori a gara (59.697 il record recente nel anno post-Triplete), per non citare i 68.459 di fine anni Novanta (1998-1999) quando l'effetto-Ronaldo aveva riempito le tribune del Meazza. Oggi il vento è cambiato e nemmeno Mancini è stato capace di invertire la tendenza.

Sin qui l'Inter ha portato allo stadio 433.737 spettatori in 13 partite casalinghe di campionato, media 33.364 che è destinata a salire considerato che mancano le sfide contro Milan e Juventus, tradizionali tutto esaurito, e quella contro la Roma. Difficilmente, comunque, l'Inter pareggerà i numeri della passata stagione (46.246 di media) e il gap negativo sin qui è preoccupante: -119.667 presenze. Numeri che non spaventano Thohir e gli uomini messi a lavorare al progetto-Inter, una task force che si è arricchita nelle ultime settimane di due nuove figure provenienti dalla Premier League come David Garth, già al Manchester United (direttore commerciale) e Claire Lewis, da luglio direttore marketing.

San Siro aperto a tutti sul modello inglese

Una rivoluzione che porterà, nelle intenzione del club, a cambiare totalmente il rapporto con i tifosi. Come? Coinvolgimento diretto, iniziative di marketing, benefit per abbonati, prezzi accessibili e lo sfruttamento delle nuove piattaforme social dove la società da qualche mese ha cominciato a investire con politiche dedicate che stanno dando i loro frutti. L’idea è riuscire a riportare a San Siro quella massa di tifosi che si è allontana e non solo per i risultati non soddisfacenti della squadra. L’Inter ha oltre 260 milioni di appassionati sparsi in tutto il mondo e, soprattutto, ne conta 2,6 milioni in un’area distante al massimo 90 minuti dallo stadio.

“Ce ne bastano 80.000 di quei due milioni e mezzo” è la sfida degli uomini di Thohir che sognano di fare di San Siro una fortezza nella quale i tifosi si sentano a casa propria. A breve il club lancerà una serie di iniziative per riportare al centro i propri fan e farsi suggerire anche da loro cosa vogliono per rendere più confortevole e unica l’esperienza della partita dal vivo, abitudine che in Italia segna un momento di crisi non solo a Milano. Basti pensare che l’intera Serie A perde dopo le prime 28 giornate il 4,6% delle presenze rispetto alla scorsa stagione: 21.939 di media contro 23.011.

 


L’investimento sui social network e #milionidinomi

Il modello inglese significa attenzione e investimenti sui canali tecnologici più diffusi. Un lavoro iniziato dalla scorsa estate e che sta dando i sui frutti, anche se le big europee rimangono lontane. Barcellona e Real Madrid viaggiano intorno agli 80 milioni di like su Facebook, il Milan che è la prima italiana si trova a 24 milioni. Però la strada è tracciata. Oggi l’Inter di Thohir e Bolingbroke conta circa 5 milioni di fan su Facebook (erano 3,2 milioni a fine 2013), 845mila followers su Twitter (erano 589mila a luglio), quasi mezzo milioni di fan sulla piattaforma Sina Weibo, quintuplicati negli ultimi otto mesi e 291mila su Instagram.

Una platea che d’ora in poi sarà sempre maggiormente coinvolta. Si parte il 31 marzo con #milionidinomi, community sul sito ufficiale con registrazione semplice, effettuabile anche da telefonino, e possibilità di ricevere in cambio prodotti di marketing personalizzati e premi: biglietti per le partite di maggior interesse a cominciare dal derby, maglie firmate e l’opportunità di vivere gare e allenamenti a stretto contatto con i propri campioni. L’obiettivo è aprire un canale nuovo e preferenziale con il pubblico, coinvolgerlo in maniera anche attiva sulla vita del club e ricreare il senso d’appartenenza svanito. 

Cinque anni per tornare nella Top10 dei ricavi

La sfida è riportare la gente a San Siro sempre e non solo per Milan e Juventus, aumentare i ricavi da stadio e dare la spinta al progetto sportivo che prevede la partecipazione continuativa alla Champions League per rientrare in 5 anni tra i 10 club più ricchi d’Europa. Anche per questo è stato riportato ad Appiano Gentile Roberto Mancini. Il club si aspettava una svolta immediata sul campo che non è arrivata, ma ritiene di poter reggere la scommessa anche in futuro. E’ per questo che sulla prima iniziativa dell’Inter 2.0 la firma ce l’ha messa proprio il Mancio.

Il resto dovranno farlo i calciatori e non solo in campo. La curiosità, infatti, è che ci sono in rosa alcuni brand social più potenti del club stesso. E’ il caso di Icardi (850mila followers su Twitter), Guarin (1,68 milioni), Hernanes (978.000). La società si aspetta un loro coinvolgimento diretto nel lancio del nuovo corso tecnologico anche se, discorso che vale in generale per tutte le star del pallone, non esistono contratti in grado di vincolare l’attività social dei calciatori.

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