Calcio

Inter-Sneijder, guerra totale. Il giocatore pretende il reintegro

Rottura tra l'olandese e Branca: "A queste condizioni non firmo. Sto bene e voglio giocare". Lo spettro di una vertenza dura...

Una delle ultima immagini felici di Sneijder all'Inter – Credits: Ap Photo

Rottura totale e, se possibile, guerra su tutti i fronti. Malgrado l'ottimismo sfoderato da Marco Branca al termine dell'incontro e delle parole di circostanza di Massimo Moratti che in sede non c'era, ma che è parso il più possibilista di tutti. La nettezza con cui Wesley Sneijder ha chiuso la porta in faccia all'Inter dopo il tanto atteso vertice ha il sapore di una vera e propria dichiarazione di guerra. Parole dure e mirate, fatte circolare attraverso media amici in Olanda e che hanno spazzato via il clima di cauta fiducia che la società aveva cercato di alimentare.

"A QUESTE CONDIZIONI NON FIRMO" - Ecco il pensiero di Sneijder sulla sua situazione: "Come posso accettare un nuovo contratto a queste condizioni,  quando nemmeno gioco? Non ho proprio motivo di firmare in queste  condizioni. In questo momento, la mia scelta è di non firmare con  l’Inter a queste condizioni. Quando ho dovuto firmare nel 2010, ero  orgoglioso di averlo fatto con tutto il mio cuore. Anche adesso, non  voglio niente più che giocare. Sono fisicamente e mentalmente a posto,  in forma, vorrei giocare. Vedremo nei prossimi giorni“. Apertura solo di facciata, perché la polemica con Branca è espressa a chiare lettere poco dopo: "Prima si diceva che ero fuori per il contratto. Lo stesso Branca  oggi invece mi ha detto che la scelta di non farmi giocare è  esclusivamente dell’allenatore, a prescindere dal contratto".

MORATTI SERENO - A stretto giro la risposta del numero uno dell'Inter. Sorriso stiracchiato e poche certezze: "Mi sembra sia molto mediatica come cosa e molto normale invece come  rapporto, naturalmente si cerca di capire se c'è la possibilità di  mettersi d'accordo su altre basi, altrimenti rimane a giocare,  l'importante è che sia in forma e che giochi bene, a me interessa  questo". Insomma "appena può gioca", posizione molto difensiva dopo i guasti provocati dall'uscita di Branca e che resta nel solco della 'copertura' tecnica data da Stramaccioni all'esclusione dalla rosa dei convocati dell'olandese. Secondo Moratti Sneijder "è pronto per giocare se sta bene ed è in forma, non per il nome". Difficile da credere.

IL RISCHIO DI UNA CAUSA - Per capire cosa sta succedendo è bene leggere tra le righe delle diverse dichiarazioni. Non è un caso che Sneijder abbia fatto riferimento diretto alla sua condizione fisica e mentale ("Sto bene") e abbia voluto puntualizzare l'evidente contraddizione nelle dichiarazioni di Branca sulla sua esclusione. E' il nodo della questione, quello che ha portato anche il sindacato mondiale dei calciatori (con sede in Olanda) a schierarsi apertamente con il capitano oranije e costretto l'Inter sulla difensiva.

Non può esistere correlazione stretta tra la verteza contrattuale e la scelta di escludere Sneijder dalle convocazioni. Stramaccioni ha provato a mettere una pezza assumendosi la responsabilità della decisione, ma è una scelta che ha poco di spiegabile. Sembra di capire che l'entourage del giocatore sia pronto a far valere come leva questo autogol dell'Inter. L'agente Lerby lo ha detto in modo abbastanza chiaro: "Fino a quando il futuro tecnico e sportivo di Sneijder non avrà certezze, non ci sarà motivo di firmare“.

IPOTESI FENERBACHE? - Alla fine l'accordo si potrebbe anche trovare a metà strada e cioé dando a Sneijder la certezza che a gennaio partirà per una destinazione a lui gradita anche se non la migliore in assoluto per l'Inter. Ufficialmente escluse le ipotesi Psg, Manchester United e Milan, su di lui ci sarebbe il solito Anzhi e i turchi del Fenerbache oltre all'idea esotica dei Los Angeles Galaxy dove, però, la lega Usa è poco propensa a pagare i cartellini dei giocatori.

Rescissione consensuale? L'Inter scriverebbe a bilancio una minusvalenza importante avendo pagato Sneijder 18 milioni di euro nell'estate 2009 e dovendone ancora ammortizzare circa 7. Chiaro, però, che si tratta di una vertenza in cui il club ha il coltello dalla parte della lama e può far leva solo sulla necessità del calciatore di giocare per non perdere il treno dei Mondiali 2014.

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