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Calcio

Inter, al via la (mezza) rivoluzione di Primavera

Nella gara di Europa League, Stramaccioni ha schierato 5 Under 21. Al derby però tornano i senatori

Il croato Livaja, una delle rivelazioni di questa prima parte di stagione (Credits: AP Photo/Aziz Karimov)

Philippe Coutinho, Cou per gli amici e per i tifosi della prima ora, 20 anni e 171 centimetri che raccontano di un folletto capace di sfuggire alle migliori difese d’Italia, forse d’Europa. Minuto numero 10 della gara di ieri sera nella tana del Neftci. Guarin affonda sulla destra e scodella in mezzo una palla che Cou gira di tacco, 1 a 0 Inter e tripudio per il brasiliano, che si diverte a segnare con colpi da fenomeno. Venti minuti più tardi, Neftci in ginocchio. Guarin ispira, Obi insacca di piatto sinistro. 2 a 0, grazie al colpo del nigeriano che di anni ne ha 21 e finora aveva avuto poco spazio.

A meno tre dalla fine del primo tempo, il sigillo che completa l’opera e la rende unica, probabilmente irripetibile per quanto bella. Rimpallo a due passi dal portiere di casa e gol di testa in tuffo di Livaja, ragazzone croato che ha da poco compiuto 19 primavere. E che proprio dalla Primavera del suo tecnico Stramaccioni ha preso il volo verso orizzonti inesplorati e certamente affascinanti. Inter avanti in Europa con la baby truppa. E non finisce qui.

Sì, perché nella formazione schierata in campo dal tecnico romano in Azerbaijan, terra di petrolio, di uomini d’affari, ma ancora poco preparata per il pallone di vertice, oltre ai già citati protagonisti hanno fatto il loro dovere Juan Jesus, che sarà pure già nel giro dei titolari in neroazzurro, ma di anni ne ha pur sempre soltanto 21, e Luca Garritano, un classe ’94 che in Primavera sta facendo bene e sul quale Strama ha deciso di puntare forte, regalandogli 15 minuti di palcoscenico internazionale. Conti alla mano, ieri sera l’Inter si è fatta grande in Europa schierando 5 giocatori Under 21.

“Non ho mai avuto dubbi su di loro. Bisogna solo avere il coraggio di farli giocare”, la convinzione di un raggiante Stramaccioni a fine partita. La società, Moratti in testa, gli avevano confermato stima e fiducia con l’obiettivo di aprire un nuovo ciclo. Fuori gli allegri Over 30 con la lingua a penzoloni e uno stipendio da favola, dentro le nuove speranze che forse un giorno diventeranno fenomeni da prima pagina. Tanto entusiasmo, una voglia grande così di spaccare il mondo e una busta paga da promessa in fase di definizione. Felici tutti. Pure gli uomini dell’amministrazione, che ora sono certamente più sereni al prossimo confronto con Platini sul tavolo del fair play finanziario.

Dopo un avvio di stagione stenato, il progetto comincia a funzionare. L’Inter è tornata a fare sul serio in campionato e in Europa League viaggia col vento in poppa. Ma domenica c’è il derby con il Milan, una delle gare più attese della stagione per tecnici, dirigenti, giocatori e certamente tifosi, che preferirebbero vincere la sfida contro i cugini che raggiungere la finale nel torneo di consolazione europeo. E allora, ecco che cambia lo scenario.  

I ragazzini terribili tornano in panca per fare posto ai pezzi da Novanta dell’artiglieria neroazzurra. Dei cinque Under 21 che hanno giocato ieri, l’unico che molto probabilmente scenderà in campo dal primo minuto sarà Juan Jesus. Per Coutinho, non è ancora detta l’ultima parola, anche se è difficile che Strama non dia il via libera alla coppia d’oro Cassano e Milito. A meno che l’ex tecnico della Primavera non decida di giocare una gara all’arma bianca, con un centrocampo a cinque e un Coutinho incursore sulla fascia. Il nuovo corso dell’Inter è iniziato.

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