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Calcio

Gli equilibri di Prandelli, mezza Juve in panchina e la rivoluzione Fifa

Niente polemiche come prima del match contro il Napoli. Molte nazionali prive degli uomini migliori e dal 2014 cambierà il calendario internazionale

(La Presse) Cesare Prandelli, ct della nazionale fino al Mondiale 2014

Zitto zitto Cesare Prandelli ha riaperto il manuale Cencelli del buon c.t. della nazionale per evitare che l'amichevole contro la Francia, piazzata in mezzo a due turni di campionato ad alta tensione e prima di una settimana decisiva per le nostre squadre in Europa, diventasse motivo di polemiche e proteste. Non è un caso che a Parma scenderà in campo dal primo minuto una squadra senza Buffon, Pirlo e Giovinco. Spazio a qualche alternativa da testare perché si tratta di un'amichevole e un modo per alleggerire anche il carico sulla Juventus che come al solito manda in azzurro un esercito (8 giocatori) e poi incrocia le dita perché nulla accada.

NOVEMBRE, FUGA DALLE NAZIONALI - Il problema non è solo nostro. La Germania, ad esempio, dovrà fare a meno di una serie di giocatori lunga come l'elenco del telefono: Klose, Ozil, Khedira, Badstuber, Boateng, Kroos e Schweinsteiger. Nell'Olanda mancherà Van Persie. Il Portogallo rinuncerà a Cristiano Ronaldo, uscito malconcio dalla corrida contro il Levante, ma anche di Nani, Rui Meireles e Coentrao.

La lista potrebbe anche proseguire. Quello che conta, però, è il segnale. Difficile motivare i giocatori per gare senza alcun significato e che nascondono viaggi lunghi, fatiche e rischi senza nulla in palio e con la possibilità concreta di rimediare qualche brutta figura.

QUESTA VOLTA NIENTE POLEMICHE? - La novità rispetto all'ultima sosta che coincise con la lunga vigilia di Juventus-Napoli è che questa volta nessuno ha fatto le pulci alle scelte di Prandelli. Nessuna telefonata in Figc per gli allenamenti di scarico personalizzati (del resto il ct aveva chiarito di essere aperto al confronto con tutti i club) e nessuna illazione sulla panchina concessa a Buffon, Pirlo, Giovinco e Giaccherini. La metà esatta del contingente bianconero in nazionale.

La Juventus è impegnata sabato alle 18 contro la Lazio che alla causa azzurra regala Candreva, titolare al posto proprio di Giovinco. Inutile sottolineare come i calciatori fossero ben felici di scendere in campo dall'inizio. Giusto per non incorrere in fraintendimenti. E' la gestione che viene analizzata.

UNO STAGE MASCHERATO - La verità è che l'amichevole con la Francia è diventato uno stage mascherato per Prandelli. Il ct ne ha convocati 25, troppi per soli 90 minuti. Poi ha perso Criscito e Osvaldo per infortunio e ha chiamato Peluso. Per quanto sia un'amichevole è evidente che in molti sono andati a Parma solo per i due allenamenti di gruppo e per consentire allo staff tecnico di 'pesarli' in vista del futuro. A questo punto non è meglio rinunciare a un'amichevole e sostituirla con uno stage vero e proprio? Sarebbe utile per avere maggior chiarezza per tutti.

DAL 2014 SI CAMBIA - In ogni caso il problema è finito anche sul tavolo della Fifa e dal 2014 si cambia. Basta amichevoli infrasettimanali come quella di novembre. Solo cinque date all'anno per doppi impegni (martedì-venerdì) con l'obbligo per i club di lasciare i giocatori per 9 giorni ciascuno di questi blocchi. Il totale fa 45 giorni cui aggiungere i grandi eventi come Mondiali ed Europei.

Un compromesso che dovrebbe accontentare i grandi club, terrorizzati da quello che in Spagna hanno ribattezzato 'virus Fifa', e allo stesso tempo garantire alle nazionali il massimo impegno. Per il momento ci pensano i c.t. usando il manuale Cencelli. E' sempre accaduto e Prandelli non fa eccezione.

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