Calcio

Milan, il Barone: "Ecco perché la Curva non vuole Matri"

Dopo gli striscioni esposti a San Siro, Giancarlo Capelli - leader storico dei tifosi rossoneri - spiega le ragioni della protesta contro la campagna acquisti del club - I "no" delle curve

Lo striscione comparso in curva sud durante la partita contro il Psv (Getty Images)

"Matri? No grazie". Poche parole per un concetto chiaro. Nella gara di ritorno dei preliminari di Champions che ha consegnato al Milan la qualificazione alla fase a gironi i tifosi rossoneri hanno detto la loro sul mercato in entrata. "Una difesa e un centrocampo da rinforzare: non c'è altro a cui dovreste pensare!". A chiudere ogni porta all'ipotesi di un ritorno dell'attaccante dall'allenatore che lo lanciò a Cagliari è dunque la parte più calda del tifo rossonero, quella Curva Sud Milano che vede in Giancarlo Capelli, detto "Il Barone", il suo rappresentante storico. 

Come mai questa presa di posizione della curva su Matri?

"Abbiamo fatto un richiamo alla campagna acquisti perché ancora non ci siamo mossi in settori che vanno assolutamente rinforzati. Si è parlato di diversi giocatori che poi sono sfuggiti, non è una critica ma un dato di fatto. Con tutti i problemi che abbiamo in difesa e con le mancanze a centrocampo non crediamo che la priorità possa essere l'attacco. Lo striscione su Matri nasce da questo...".

Quindi lo striscione non è contro il giocatore...

"Non è assolutamente contro di lui, Matri è un grande attaccante e non volevamo dare l'idea di un attacco personale. Quello che ci premeva far capire è che prima di lui servono altri rinforzi in difesa e a centrocampo. In attacco siamo coperti".

L'attacco del Milan quindi va già bene così?

"Non è una priorità, ieri ho visto bene El Sharaawy, abbiamo Supermario e un giovane di qualità come Petagna. C'è Pazzini infortunato e ieri Boateng ha segnato due gol giocando in avanti. Ci fidiamo delle scelte del tecnico ma sicuramente il reparto avanzato è quello che desta meno preoccupazioni". 

Cosa ne pensi dell'ipotesi Honda?

"Credo che alla fine arriverà a gennaio. Lo vogliono in tanti e anche il Cska vorrebbe trattenerlo. Credo sia un buon acquisto ma siamo certi che la società avrà fatto i suoi calcoli. Non vogliamo interferire con il lavoro del club, però ci piacerebbe che ci fosse un finale di mercato all'altezza del nostro blasone. Prendiamo d'esempio Ljajic che è finito alla Roma, un tempo non sarebbe successo". 

Come valutate l'operato della società negli ultimi anni?

"Ci sono grossi problemi economici, non è più come una volta. Tutti vorrebbero le squadre come ai tempi di Van Basten ma non si può più spendere cifre folli. Guarda il caso Bale, un tempo con 100 milioni di euro avresti fatto una squadra intera e stellare. Io sarei contento di puntare sui giovani, se forse si fosse capito un po' prima a quest'ora il Milan avrebbe alcuni tra i giovani più forti d'Europa". 

Cosa è successo a Verona?

"Tutte le volte che il Milan deve giocare in Champions non fa mai una grande partita: ha giocato bene 20 minuti e poi si è seduto. Per il Verona era la partita della vita, i nostri avevano la mente in Champions. Storicamente basta guardare le statistiche: da Capello a Sacchi fino ad Ancelotti ogni partita che precede un impegno in coppa il Milan fatica". 

Che campionato potrà fare il Milan?

"Ci sono tanti giovani, l'importante è ingranare. Se l'anno scorso fossimo partiti meglio magari saremmo arrivati primi. Spero in due tre acquisti in questi ultimi giorni di mercato, ne abbiamo bisogno". 

Quale è la situazione attuale della curva rossonera?

"Ormai al 90% ci sono giovani e gente nuova, c'è stato un grande riciclo. Non si può tornare come una volta soprattutto perché non ci sono più  megafoni e impianto voce, far partire i cori a San Siro non è semplice. Ieri c'è stato un bel tifo che mi ha impressionato, abbiamo cantato tutti insieme, siamo stati bravi. C'è la voglia di crescere insieme e darsi da fare per sostenere il Milan, i giovani sono il futuro e con la buona volontà si può andare avanti nella direzione giusta". 

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