Calcio

Genoa-Sampdoria, un'inchiesta senza certezze

Le prove sono deboli e l'archiviazione è l'ipotesi più probabile, ma la procura federale e quella di Bari restano alla finestra.

I calciatori Daniele Mannini, a sinistra, e Angelo Palombo (Credits: AP Photo/Carlo Baroncini)

La domanda se l’erano posta in molti quando, venerdì 20 luglio, la procura genovese aveva confermato l’iscrizione nel registro degli indagati di quattro ex giocatori del Genoa (Domenico Criscito, Omar Milanetto , Dario Dainelli e Rodrigo Palacio) per il presunto tentativo di combine in occasione del derby con la Sampdoria del maggio 2011. Perché interessarsi solo ai presunti corrotti e non anche a chi, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe provato a comprarsi la partita?

A qualche giorno di distanza, e dopo un weekend e un lunedì che il procuratore aggiunto Vincenzo Scolastico e il pm Biagio Mazzeo, titolari del fascicolo genovese, hanno passato chini sulle carte giudiziarie, quella domanda non ha ancora una risposta. Nella serata di ieri lo stesso Scolastico si è affrettato a precisare che, «al momento», nessun tesserato della società blucerchiata è indagato.

L’impressione colta nei corridoi della procura è che l’indagine sia di fronte a un bivio. Gli inquirenti ascolteranno nei prossimi giorni sia i calciatori rossoblu che quelli blucerchiati (questi ultimi, per ora, solo in veste di “persone informate sui fatti”): tra di loro ci saranno senz’altro Daniele Mannini e Angelo Palombo, ma secondo quanto risulta a Panorama.it la lista è destinata ad allungarsi fino a ricomprendere quasi l’intera rosa della Samp nella stagione 2010/2011 e, forse, anche l’ex attaccante genoano Mauro Boselli, autore al 96esimo minuto del gol vittoria che secondo molti avrebbe fatto “saltare il banco”.

Solo una volta che avrà terminato il suo giro di audizioni, infatti, Mazzeo deciderà se proseguire l’istruttoria (a questo punto prevedendo nuovi indagati sulla sponda sampdoriana) o se chiedere l’archiviazione. Al momento la seconda ipotesi appare la più probabile: le prove sembrano deboli, come dimostra il fatto che l’inchiesta cremonese Last Bet, da cui l’episodio è stato stralciato, non faccia cenno a quel derby.Anche Milanetto, nel suo interrogatorio di garanzia , ha escluso qualsiasi irregolarità.

Il caso Genoa-Sampdoria era stato sollevato dal procuratore capo di Cremona, Roberto Di Martino, nel corso degli interrogatori di garanzia, ma senza trovare riscontri né dal gip né presso il tribinale del riesame. Tutto nasce dall’intercettazione telefonica tra due tifosi del Genoa: Massimo Leopizzi (già protagonista della feroce contestazione di Genoa-Siena e ritratto, in una foto finita agli atti dell’inchiesta cremonese, insieme ai calciatori Domenico Criscito e Beppe Sculli) e un non meglio identificato Davide.

“Zauri (ex calciatore blucerchiato, ndr) mi disse che 18 giocatori della Sampdoria misero 100 mila euro a testa per pareggiare il derby con il Genoa” spiega al telefono Leopizzi “Soldi che servivano a pagare Milanetto, Criscito, Dainelli, Palacio e Marco Rossi, ma quest’ultimo si oppose alla combine. L’accordo prevedeva anche che, in caso di salvezza della Samp, i due derby dell’anno successivo sarebbero stati vinti dal Genoa”.

Va aggiunto che lo stesso Leopizzi ha negato davanti ai magistrati di aver mai incontrato Zauri, sostenendo di avere riferito “discorsi da bar”, anche se all’amico Davide sembra far capire il contrario. Verità? Millanteria? Toccherà ai giudici stabilirlo. Le risposte sono attese nel giro di una decina di giorni, anche perchè la magistratura genovese non intende ostacolare il lavoro parallelo del procuratore federale Stefano Palazzi, alle prese con i deferimenti del processo sportivo, e che, al di là della rilevanza penale di questo episodio, potrebbe essere interessato al materiale raccolto. In caso affermativo, le novità potrebbero arrivare subito dopo Ferragosto.

Ma c’è un altro punto di contatto tra il lavoro della Federcalcio e quello della giustizia ordinaria, che ha come perno la Sampdoria e che, ultimati gli accertamenti genovesi, potrebbe portare con sè un’ulteriore svolta investigativa. A Bari, dove la procura locale lavora a un’altra inchiesta sul calcioscommesse, non è passato inosservato come la ricostruzione della presunta combine intorno al derby della Lanterna presenti parecchi punti di contatto con quella (al momento altrettanto presunta) relativa al match Bari-Samp del 23 aprile 2011 .

Su quella partita l’ex biancorosso Andrea Masiello avrebbe fatto ammissioni important i , poi confermate da un altro ex giocatore barese, il difensore Marco Rossi, dettosi a conoscenza di un incontro in albergo tra lo stesso Masiello e il blucerchiato Stefano Guberti nel corso del quale sarebbero stati offerti ai baresi 300 mila euro, frutto anche in questo caso di una colletta tra i sampdoriani, per perdere. Guberti ha smentito qualsiasi accusa, dichiarando anche davanti ai magistrati che Bari-Samp fu gara vera e minacciando querele. Lo stesso ha fatto la Samp.

Il legame tra i due casi non sembra così remoto, tanto che, se dovesse essere confermato dagli approfondimenti, i giudici del capoluogo pugliese potrebbero chiedere ai colleghi genovesi la trasmissione del fascicolo, visto che in caso di “continuum giudiziario” la palla passerebbe al territorio dove si verificò il primo degli episodi in oggetto. Anche in questo caso, basterà attendere pochi giorni per saperne di più.

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