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Calcio

Francia: via la tassa Hollande, per i club più soldi in cassa

In forte crisi, dal 2015 la Ligue 1 beneficerà però di una riduzione delle imposte. L'esatto contrario di quello che sta accadendo in Italia

I commercialisti francesi si sono già segnati la data in agenda: 1° gennaio 2015. Da quel giorno niente più tassa-Hollande a Parigi e dintorni, quella stangata del 75% che colpiva gli stipendi sopra il milione di euro e che aveva causato prima polemiche, poi la fuga di molte buste paga pesanti all’estero e, infine, un discreto buco nei conti del calcio transalpino.

Basta tassa Hollande a partire dal 2015 perché, come ha ricordato il capo del governo francese Manuel Valls “la misura era temporanea” e quindi viene cancellata. In concreto significa una bella boccata d’ossigeno per il calcio francese, in grave difficoltà economica e con il Psg già sanzionato dall’Uefa per il mancato rispetto dei parametri del fair play finanziario. Si era calcolato che la tassa costava circa 45 milioni di euro a tutti i club della Ligue1 (tutti meno il Monaco, che gode del regime fiscale super-agevolato del Principato) e che il solo Psg ne doveva versare 20 in più avendo quasi tutti i giocatori della sua rosa oltre la soglia del milione di euro all’anno.

Il profondo rosso del calcio francese: le cifre


Punta dell’iceberg per il club della capitale era ovviamente Zlatan Ibrahimovic, che pesava per 9,7 milioni di euro nel bilancio del Psg, avendo un ingaggio (fonte Les Echos) da 14 milioni netti che il suo manager Mino Raiola aveva sapientemente blindato nella formula “al netto”, così da non ricevere alcuna penalizzazione dall’applicazione dell’imposta. E con l’alleggerimento fiscale, chissà che il club della capitale non riesca a proporre allo svedese un nuovo contratto capace di allontanare quel desiderio di smettere e mettersi a fare il papà rivelato in una recentissima intervista all’inglese The Guardian

Ora torna tutto come prima e tutto in linea con il resto d’Europa. O quasi, vista la decisione del governo Renzi di scaricare sul calcio una parte dei costi per la pubblica sicurezza fuori dagli stadi. Una tassa che si aggiunge alla già lunga lista mentre gli altri Paesi, consapevoli del rischio di arrecare un danno al sistema del calcio, stanno compiendo passi indietro. I club italiani pagheranno 6 milioni in più all’anno e il progetto è che ne versino in tutto 25; quelli francesi ne risparmieranno 45, con il Psg si è trovato in regalo il budget per un altro top player. Serve altro?

Quella nuova tassa del governo Renzi che nulla c'entra con la sicurezza
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