Questo sito contribuisce alla audience di TGCOM24
Calcio

ESCLUSIVO - L'allarme del Viminale: "Ultras Juve? Rafforzeremo i controlli. Segnali preoccupanti che vanno colti"

L'Osservatorio sulla contestazione allo Juventus Stadium: "Episodi che destano perplessità. Siamo dalla parte della società". Il ruolo dello stadio di proprietà e le norme poco rispettate

Curva Juventus

La coreografia degli ultras juventini in occasione della sfida contro l'Inter – Credits: La Presse

La protesta degli ultras della Juventus preoccupa il Viminale perché legata a scelte del club bianconero che limitano abitudini dei gruppi di tifosi applicando, per la prima volta in Italia, un modello di gestione dello stadio di proprietà che si rifa ad esperienze inglesi. "Noi siamo con la Juventus" dice Roberto Massucci, portavoce dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive: "Gli episodi degli ultimi tempi destano perplessità e l'esperienza dice che questi segnali vanno colti. Sono fatti gravi che non devono accadere e aumentermo l'attenzione verso uno stadio che in passato ci lasciava completamente tranquilli".

Dottor Massucci, cosa sta accadendo allo Juventus Stadium?

"I gruppi ultras sono arrabbiati dappertutto perché stanno subendo una politica di ripristino delle regole sempre più diffusa sul territorio nazionale che toglie spazio alle logiche di un tempo. Alcune società hanno fatto una politica stringente. La Juventus è aiutata dallo stadio di proprietà. La sua è una politica vincente sotto tutti gli aspetti. E' un interlocutore per noi estremamente affidabile e meritevole di essere supportata in tutti i modi"

Siete preoccupati dagli episodi di Torino?

"Episodi degli ultimi tempi destano un po' di perplessità se non si presta la dovuta attenzione nel leggere questo fenomeno, perché un atteggiamento di protesta dei tifosi in presenza di risultati estremamente positivi e prospettive di grande prestigio del club desta perplessità"

C'è sotto altro?

"La scelta della Juventus di preoccuparsi del disturbo visivo creato dai bandieroni è un'iniziativa autonoma ma che risponde pienamente alle norme che abbiamo dettato da tempo per tutti gli impianti"

La Juventus lo fa e altri no. Esiste un obbligo?

"Le norme ci sono per tutti ma ognuno a casa propria dà una dimensione esatta al rispetto dello spettatore. Non abbiamo detto che un bandierone non può essere portato all'interno di uno stadio, ma che non può essere portato quel bandierone che impedisce la visibilità a chi sta dietro. E' rispetto degli spettatori, ma l'applicazione dipende dalla sensibilità delle singole società. Ovvio che la Juventus, che ha investito sullo stadio di proprietà e si fregia che tutti possano vedere benissimo la partita, correttamente non accetta che qualcosa impedisca uno dei requisiti che la società ha voluto dare al proprio stadio. Noi siamo con la Juventus"

E' l'applicazione del modello inglese? Cambierà la carta sociale del tifoso che entrerà negli stadi italiani?

"A me piace considerare la Juventus un laboratorio del modello italiano. Quello inglese ha funzionato bene ed è credibile, però la Juventus è laboratorio e punto di riferimento per tutti"

Siete preoccupati di quello che potrà accadere nei prossimi mesi dopo le prime proteste e contestazioni?

"Senza fare allarmismo, l'esperienza insegna che questi segnali vanno colti. Li stiamo seguendo con questa consapevolezza. Siamo totalmente al fianco della Juventus per supportarla in questa politica che a nostro avviso costituisce il riferimento per tutti in prospettiva futura"

La prossima gara casalinga della Juventus sarà da considerare a rischio?

"Non nel senso pieno della definizione, ma i segnali delle ultime gare ci fanno aumentare l'attenzione verso uno stadio che precedentemente ci lasciava completamente tranquilli"

Rafforzerete i controlli?

"Sì"

Alcuni tifosi si sono lamentati di insulti e intimidazioni verso chi non voleva allinearsi allo sciopero deciso dagli ultras. Non si era detto che negli stadi di proprietà non ci sarebbero più state zone franche?

"Queste cose vanno superate culturalmente ed esistono anche in Inghilterra e Germania. Sono dinamiche che non scompaiono mai. Nè lo stadio di proprietà, nè una politica di fermezza possono completamente cancellare questi atteggiamenti verso i quali bisogna mantenere alta la guardia. Sono fatti gravi che non devono accadere"

Qual è il ruolo degli steward se non garantire il rispetto delle norme?

"Gli steward sono una componente. E' compito di tutti garantire che queste cose non accadano. Non possiamo dare agli steward la responsabilità da soli di debellare questo tipo di fenomeni. E' una responsabilità di forze dell'ordine, società sportive, steward e anche degli stessi sportivi che vanno allo stadio"

Il punto d'arrivo è la marginalizzazione dei gruppi ultras?

"Il modello italiano vuole valorizzare gli spettatori che vanno allo stadio per guardare la partita. Voglio pensare che si possa includere in questo percorso anche quanto di buono c'è nel concetto di essere ultras, che non va gettato alle ortiche ma valorizzato nei suoi aspetti positivi ed emarginato in quelli negativi"

Dovremo abituarci ad assistere ad altre scelte come quelle della Juventus soprattutto se altri grandi club si doteranno di stadi di proprietà?

"Certamente anche se ultras non è equazione di cosa negativa. C'è colore, passione e capacità di incitamento della squadra che sono risorse da valorizzare tenendole separate dalle derive negative che hanno caratterizzato molti gruppi e frange"

© Riproduzione Riservata

Commenti

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>