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Calcio

DOSSIER - Rose allargate, la serie A resta da record: 29 giocatori per squadra

Malgrado la crisi restiamo il campionato che stipendia più calciatori. Il caso della Lazio e i tagli di Juventus e Roma. All'estero invece gruppi ridotti

Rosa SS Lazio

Foto di squadra sotto la Curva Nord per la Lazio prima della stagione 2012-2013 – Credits: La Presse

La crisi e la necessità di allinearsi al fair play finanziario hanno consigliato ai club italiani una dieta rigorosa sul monte-ingaggi. Bonus e incentivi rimandano il bilancio definitivo a fine stagione considerato che ormai incidono per il 16% sul costo delle rose (173 milioni di euro sul totale da 1 miliardo e 39 milioni). Quello che è certo, però, è che il nostro campionato rimane quello che stipendia più calciatori in Europa.

Quanti sono i calciatori in serie A? Secondo l'autorevole database Transfermarkt.it il numero è 577. Stima credibile considerato che secondo il sito della Lega Serie A ad oggi sono in 584 ad avere assegnato un numero di maglia e secondo la Gazzetta dello Sport la cifra giusta è 560.

In ogni caso le venti società del nostro campionato mantengono anche in questa stagione il record poco invidiabile delle rose più affollate. In media ogni allenatore deve confrontarsi con esigenze e aspettative di 28,8 calciatori che a fine mese passano in sede a ritirare lo stipendio. L'allungamento delle panchine ha semplificato la gestione del gruppo, ma è evidente anche che parte di questo potenziale viene sprecato.

Nel resto d'Europa va meglio. Nessuno fa peggio di noi e solo la Bundesliga con una media di 28,1 giocatori per rosa (506 spalmati in 18 squadre) si avvicina alla serie A. Gli altri principali campionati applicano da tempo la teoria del gruppo ristretto. I migliori sono quelli della Liga che si fermano a 24,6 (ne hanno 492 per 20 società). Poi Premier russa (media 25,6), Premier League inglese (25,9), Ligue1 e Eredivise olandese (27,1) e Superliga portoghese (27,6).

In Italia il record lo conserva la Lazio del presidente Lotito. Secondo Transfermarkt.it ha in rosa 33 calciatori (34 per la Gazzetta dello Sport) di cui alcuni fuori dal progetto tecnico di Petkovic e in rotta con la società. Grande affollamento in spogliatoio anche per Milan, Pescara, Siena e Bologna (32 giocatori) e Torino (31). Le migliori - ammesso che avere meno giocatori sia davvero un pregio - sono a quota 26 Napoli, Roma, Udinese e Genoa.

Chi deve convivere con le coppe europee ha l'attenuante del triplo impegno. L'Inter è a quota 30 dopo che in passato molto si è ironizzato sulla collezione di campioni veri o presunti da parte di Moratti. La Juventus si ferma a 27. Napoli e Udinese addirittura scendono a 26. La tendenza europea li premia perché i top club lavorano spesso con rose ridotte anche se composte da 'quasi titolari'. Qualche esempio? Il Real Madrid di Mourinho non ne ha voluti più di 24. Il Chelsea rinnovato di Di Matteo addirittura 23. Nel Barcellona, che sfrutta però una 'cantera' sterminata, la prima squadra è composta da 26 calciatori. Anche gli sceicchi hanno evitato eccessi: il Psg ha 29 tesserati e il Manchester City solo 25. Mancini in estate si è lamentato per la rosa esigua. Mansour ha preferito non ascoltarlo.

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