Calcio

Serie A in TV: nulla cambia per gli abbonati

L'accordo (all'italiana) che si va profilando, lascerà invariata la situazione delle dirette di Campionato sulle piattaforme Sky e Mediaset Premium nel triennio 2015-2018

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Si profila l'happy ending nella corsa contro il tempo al quarto piano di via Rosellini a Milano, dove sono riuniti i club di Serie A per decidere l'assegnazione dei diritti televisivi della massima serie per il triennio 2015-2018. Sul piatto ci sono quasi mille milioni di euro: a tanto ammontano le offerte ricevute. Una pioggia di milioni superiore di oltre il 20% rispetto a quanto percepito dalle società della Liga spagnola e che renderebbe il calcio italiano il secondo torneo internazionale per introiti in merito ai diritti tv dopo la Premier League.

Entro mezzanotte bisogna scongiurare l'annullamento del bando, che potrebbe provocare l'abrogazione delle proposte inoltrate dai vari broadcaster televisivi. Infatti la durata dell'asta deve durare massimo 21 giorni: per questo allo scoccare della mezzanotte bisognerà dare una risposta definitiva. Le proposte più alte sia per i diritti del digitale terrestre sia del satellitare sono giunte complessivamente da Sky. Per non ledere il diritto alla competitività, i club di A erano orientati a cedere i diritti satellitari a Mediaset e quelli digitali all'emittente di Rupert Murdoch, in modo da guadagnare il più possibile. Una scelta da avallare da parte dell'Autority e che comunque non soddisfa nessuno dei competitor. Possibile l'accordo su queste basi, con uno scambio successivo di pacchetti fra i due broadcaster, con il Biscione di Cologno Monzese che si accaparrerebbe anche il pacchetto D, ovvero quello riguardante le sfide in esclusiva dei 12 club minori. Mediaset poi cederebbe tale format a Sky, in modo che l'emittente di Rogoredo possa continuare ad avere i diritti di tutte le gare di Serie A come accaduto nell'ultimo decennio. A Mediaset resterebbe il pacchetto principale con le partite in casa e trasferta di 8 squadre, tra cui le "big" Juve, Inter, Milan, Napoli e Roma.

Un'intesa tipicamente all'italiana che scongiurerebbe il rischio di interminabili battaglie legali. Tanto rumore per nulla e alla fine per lo spettatore nulla dovrebbe cambiare per quanto riguarda le gare del campionato italiano rispetto agli ultimi anni. Idem per le nostre squadre, che continueranno ad attingere ingenti risorse dalle Tv.

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