Calcio

Ronaldo, paura al Mondiale: rischia il crac al tendine

Il Portogallo lo porta in Brasile, ma i medici del Real Madrid temono che possa aggravarsi l'infortunio al tendine rotuleo del ginocchio. Come l'altro Ronaldo con l'Inter...

Cristiano Ronaldo – Credits: Epa

La sua chiamata è stata in dubbio fino all'ultimo, anche se un Portogallo senza la stella Cristiano Ronaldo sarebbe stato impensabile e, infatti, i medici della nazionale hanno fatto di tutto per mettere il ct Bento nelle condizioni di poterlo convocare. CR7, però, viaggia per il Brasile in condizioni mediche che definire imperfette è eufemismo e il terrore del Real Madrid è che il Mondiale possa lasciare un'eredità pesantissima per il campione portoghese che da un mese deve convivere con malanni e infortuni.

Il problema non è tanto il guaio muscolare che l'ha costretto a rallentare nelle ultime giornate della Liga e a vivere da attore non protagonista la finale di Champions League. A preoccupare è soprattutto il sovraccarico al tendine rotuleo del ginocchio, presente già da qualche settimana e che prima di Lisbona ha messo addirittura a rischio la presenza di Ronaldo contro l'Atletico Madrid per il sospetto dell'esistenza di una piccola lesione (poi scongiurata). Si tratta di un problema non di poco conto e, soprattutto, dal quale non si guarisce in tempi brevi perché riguarda l'assetto di tutta la muscolatura della gamba coinvolta.

Nelle ultime ore Ronaldo è stato sottoposto a una serie di accertamenti che hanno segnalato un piccolo miglioramento. Non abbastanza per ritenere superato l'allarme, ma sufficiente perché Bento potesse inserire il suo nome nella lista dei 23 del Portogallo. A Madrid, però, fanno gli scongiuri. Il tendine rotuleo è una brutta bestia, quando si rompe lo fa completamente ed è un infortunio dal quale si recupera con assenze dai campi di calcio di 8-10 mesi e con guarigione non completa. E' l'infortunio che spezzò in due la carriera dell'altro Ronaldo, quello brasiliano, nell'inverno del 1999. Il Fenomeno tornò senza, però, essere più il giocatore esplosivo di prima.

 
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