Calcio

Conte-Galliani, matrimonio impossibile (anche nel nome di Muntari)

La voce (smentita) dell'interessamento del Milan per il tecnico in rotta con la Juventus. Ecco perché non si può fare, a meno che...

Adriano Galliani e Antonio Conte – Credits: Ansa

La suggestione è stata alimentata dal tam tam dei social network e nemmeno la smentita dei diretti interessati è stata sufficiente per cancellare la notizia di un interessamento del club di via Aldo Rossi per il tecnico campione d'Italia, in uscita dalla Juventus. Molti indizi, nessuna prova. C'è una società che cerca un allenatore esperto e motivato per chiudere la parentesi Seedorf e aprire un nuovo ciclo, senza l'ossessione della vittoria subito, con identikit di gestore di un ambiente complicato a partire dallo spogliatoio. E c'è un uomo che ritiene conclusa la sua esperienza a Torino e che risponde perfettamente a quella descrizione, avendo già costruito il ciclo vincente della Juventus partendo da due settimi posti e avendo carattere e carisma da vendere. Tutto perfetto, insomma, perchè le frasi di Conte all'Olimpico ("in caso di separazione non penso a un anno sabbatico ma valuterei offerte e progetti che mi stuzzicano") abbiano innescato la suggestione di vederlo sulla panchina del Milan.

La realtà è diversa e prima di tutto bisogna prendere atto della smentita dei diretti interessati. Inoltre il Milan e Galliani si stanno muovendo con una certa decisione in direzione Spalletti e difficilmente potrebbero reggere una doppia trattativa di questo livello senza bruciarsi. Per non tacere delle controindicazioni a livello ambientale cui andrebbe incontro Conte, che passerebbe immediatamente come traditore per il popolo bianconero e non sarebbe ben visto da tutto quello rossonero.

C'è poi la storia dei rapporti non sempre caldissimi tra lui e Adriano Galliani. Nella memoria è forte il ricordo di quanto accaduto nei corridoi di San Siro la sera del 25 febbraio 2012, la notte del gol di Muntari e del pareggio che tenne in vita la Juventus prima della rimonta scudetto sul Milan di Allegri. Allora lo scontro tra i due fu fortissimo. "Ecco cosa succede quando si piange" la battuta di Galliani con risposta piccata di Conte: "Siete la mafia del calcio". E poi un'allusione al parrucchino dell'allenatore e altre piacevolezze sotto gli occhi increduli dei testimomi.

Non risulta sia mai stata firmata la pace (anche se sarebbe il minore dei problemi), mentre certamente Conte avrebbe il profilo di allenatore ben poco aziendalista, come dimostrano anche i suoi bracci di ferro con Agnelli e Marotta alla fine delle stagioni. Personalità forte che potrebbe entrare in contrasto con lo stesso Galliani e che, soprattutto, non è oggi in cima alla sua lista di preferiti che comprende certamente Inzaghi (ma Berlusconi vuole un tecnico esperto dopo aver bruciato Seedorf). Chi sceglierà il prossimo allenatore? Galliani, che è amministratore delegato della parte sportiva o sarà coinvolta anche Barbara Berlusconi? Domande che riportano alle vicende degli ultimi mesi.

L'ultimo aspetto è quello economico. Conte ha in mano una proposta di prolungamento con la Juventus a 4 milioni di euro più bonus fino al 2017. Nell'ultima stagione ha già guadagnato oltre il tetto (2,5 milioni) che può garantirgli il Milan impegnato nella difficile trattativa per liquidare Seedorf (5 milioni netti tra qui e il 2016). Spalletti potrebbe accontentarsi dell'offerta Milan compensandola con la risoluzione con lo Zenit, Conte invece dimezzerebbe il suo stipendio e allontanerebbe i progetti di vittoria europea.

 
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