Calcio

Mazzone: "Roma, è il momento del riscatto"

L'ex tecnico giallorosso presenta la stracittadina ricordando i momenti più belli senza dimenticare Totti: "Sarà ancora lui l'uomo derby"

Carlo Mazzone dopo la vittoria nel derby il 27 novembre 1994 (Ansa)

L'ultimo derby di Roma si è concluso con l'epilogo peggiore per i tifosi di fede giallorossa: il gol di Lulic e la coppa sotto la curva Nord. Una sconfitta difficile da digerire ma considerata il punto cruciale per ripartire. Il nuovo tecnico Rudi Garcia si è subito imposto all'ambiente collezionando tre vittorie su tre mentre la Lazio di Petkovic si è dichiarata più volte ancora troppo imballata dal clima di entusiasmo. La gestione Pallotta ha monetizzato al meglio le cessioni di Marquinhos, Lamela e Osvaldo rinforzando la squadra con innesti di livello: Maicon presentatosi in buone condizioni, De Sanctis ancora affidabile, un giovane di prospettiva come Strootman e il botto finale chiamato Ljajic. Il principale avversario saranno però le ferite ancora fresche dell'ultima stracittadina, una delusione sportiva che fatica a lavarsi via. Carlo Mazzone, romano di Roma, è cresciuto nell'ambiente e come allenatore della Roma ha disputato tre stagioni, dal 1993 al 1996. Vittorie e sconfitte, ricordi belli e da dimenticare. Tra i più cari quello del 27 novembre 1994 con un 3-0 alla Lazio di Zeman firmato Balbo, Cappioli e Fonseca. 

Una partita che difficilmente scorderanno sia lei che i romanisti...

Sicuramente è il mio ricordo più bello in un derby. Venivamo da una settimana dove ci davano già per spacciati. Secondo la stampa e i critici c'era solo da stabilire lo scarto. Noi siamo andati in campo facendo una grande partita e abbiamo vinto tre a zero. A dir la verità avremmo potuto tranquillamente segnarne qualcuno in più... 

E poi la corsa sotto la curva Sud...

Si, la ricordo come uno dei momenti più belli. E' stata una vittoria più sentita delle altre, un riscatto, una battaglia vinta. Volevo ringraziare tutti. 

L'ultimo derby ha però un sapore amaro per i romanisti, come si fa a dimenticare?

Non bisogna dimenticare, bisogna concentrarsi sul riscatto. In un derby come quello di Roma le motivazioni si costruiscono da sole, i giocatori sanno di dover dare il massimo. Il commento nella settimana prima della partita coinvolge tutta la città. Sono 90 minuti a sé stanti, senza pronostici né punti fermi. Gli equilibri possono spostarsi in ogni direzione perché è una sfida molto delicata e sulla quale i club lavorano tanto. 

Come valuta la squadra di Rudi Garcia?

Ho visto una bella Roma, credo che rispetto alla Lazio sia migliore sul piano tecnico. Sicuramente vedo più qualità anche se la squadra di Petkovic è invece avanti per quel che riguarda fisico e impianti tattici. 

Già sono pronte le critiche per chi perderà. De Rossi in estate lo aveva detto: "L'ambiente e la critica a Roma spesso sono troppo opprimenti"

Facendo questo lavoro, sia da allenatore che da calciatore, si sa benissimo cosa si va a fronteggiare. Ci si gioca tutto, in ballo c'è la credibilità di una fede e di un'immagine. Il derby della capitale è importante per tutti, il mio personale giudizio è che la Roma sia più brava con il pallone ma la Lazio ancora più quadrata. 

Chi l'ha sorpresa di più dei nuovi arrivati?

Ho visto innesti importanti ma è scontato dire come la Roma sia ancora Francesco Totti. Lui sa cosa vuol dire lottare in un derby, sa cosa vale per i tifosi, come caricare i compagni. Come rispondere sul campo. Lui conosce l'ambiente alla perfezione ed è ancora il fuoriclasse di questa squadra. 

Il capitano non molla mai...

Sarà un protagonista del derby, io glielo auguro. 

© Riproduzione Riservata

Commenti