Calcio

Classifica brand: primo il Bayern, retrocede lo United

Brand Finance ha stilato la classifica dei 50 club dal marchio più redditizio. Le italiane? Male il Milan, bene Juve e Napoli - I club più social  

Pep Guardiola e Matthias Sammer, tecnico e direttore sportivo del Bayern Monaco, festeggiano la conquista del titolo nazionale 2014 – Credits: EPA/MARC MUELLER

Cinque società inglesi, due spagnole, due tedesche e una francese. Nella classifica che mette in fila i marchi dei club pallonari più quotati al mondo stilata dalla Brand Finance, azienda leader nella valutazione del brand, non c'è traccia, come prevedibile, del calcio italiano. Che lascia la Top 10 dopo anni di appassionata (e redditizia) militanza in favore del Paris Saint-Germain, titolare di un balzo prodigioso dal 24° al 10° posto. Al comando della graduatoria, ancora una volta, il Bayern Monaco, che secondo il rapporto di Brand Finance passa dagli 860 milioni di dollari del 2013 agli 896 del 2014. Sempre più in alto, sempre più su. Il suo rating, sempre lo stesso: AAA.

Al secondo posto, sale il Real Madrid reduce dal recentissimo trionfo in Champions League. La società guidata dal presidente Florentino Perez, già titolare di un rating eccellente (AAA+), scavalca il Manchester United grazie all'aumento considerevole del valore del suo marchio, che registra un'impennata di 147 milioni di dollari Usa negli ultimi dodici mesi. Per i Red Devils, invece, è un crollo annunciato, conseguenza diretta del disastroso campionato che li ha addirittura lasciati fuori dall'Europa (7° in Premier League) e che potrebbe spingere la Chevrolet, sponsor di lusso della squadra che fu di Sir Alex Ferguson, a rivedere pesantemente il suo impegno nel nostro continente. Per Brand Finance, si tratta di una frenata che può essere quantificata in circa 98 milioni di dollari. Se non è un disastro, poco ci manca.

Al quarto posto si conferma il Barcellona, che malgrado tutte le difficoltà dell'ultimo periodo riesce addirittura a migliorare il suo rating (da AAA ad AAA+) e a far schizzare verso l'alto la quotazione del suo marchio (+50 mln). Un gradino più in basso, il Manchester City del tecnico Manuel Pellegrini, capace di riportare a un anno di distanza il club degli sceicchi alla conquista del torneo inglese. Per i Citizens, salto triplo sia nel rating (da AA- ad AAA-) sia nei numeri (+178 mln) e la soddisfazione di scavalcare, in un solo giro di boa, ben tre club “colleghe” della Premier League. Nell'ordine, Arsenal (stabile al 6° posto con 505 mln di dollari), Chelsea (era quinto, ora è settimo), e Liverpool (da settimo a ottavo).

Pur non avendo ripetuto le ottime cose fatte vedere nel 2013, anche il Borussia Dortmund può fare festa. La squadra di Jürgen Klopp, colpita e affondata dal Bayern in campionato (-19 punti la distanza a fine campionato) e dal Real Madrid nella Champions (3-2 a favore degli spagnoli il computo finale del doppio incontro nei quarti di finale), scalza il Milan dal nono posto e raggiunge con il suo brand quota 327 milioni di dollari. Chiude la Top 10, come anticipato, il Psg, che mette a registro un volo considerevole che lo porta dalla A+ alla AAA-. Detto in soldoni, anzi, in valuta a stelle e strisce, un balzo da applausi che le consente di passare dagli 85 milioni del 2013 ai 324 del 2014.

Già, ma le italiane? Il tonfo più grande lo firma il club rossonero, che finisce al 14° posto pur perdendo “soltanto” 27 milioni di euro. La Juventus, prima nella speciale graduatoria tricolore, non si muove dal 13° posto, anche se migliora sensibilmente il proprio status sul mercato. Era a 180 milioni e passa a 247. Era AAA- e oggi è AAA (senza meno). In questo senso, evidente l'impatto sui numeri bianconeri dei ricavi derivanti dallo Stadium. E se l'Inter non cambia di una virgola o quasi (+un milione nel 2014), buona la salita del Napoli (da 101 a 121 milioni) e della Roma (da 82 a 108 milioni).

Twitter: @dario_pelizzari

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