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Calcio

Pasinato: "Chiedete un po' ad Altobelli e Serena..."

L'ex mediano si racconta a Bonimba: "Facevo diventare matte le difese a zona e poi quanti cross dalla fascia!"

"No, non c'è un giocatore oggi nel quale mi rivedo. Fino a qualche anno fa avrei detto Javier Zanetti, con il dovuto rispetto s'intende, lui è un monumento". Giancarlo Pasinato , classe 1956, è stato un atleta generoso, dalla progressione facile e potente. Un carico pesante sulla fascia, soprannominato Gondrand da Gianni Brera. "Amavo affrontare le difese a zona, quelle che emulavano il gioco importato da Niels Liedholm. Non facevo come si usa fare adesso di schierare un mancino a destra per farlo scattare sulla fascia e poi farlo rientrare sul piede buono. No, io mi facevo tutta la fascia, fino in fondo per poi crossare. Chiedi a Spillo Altobelli o Aldo Serena se si trovavano male con me...".

Oggi Pasinato si dedica a insegnare calcio ai piccoli a Campo San Martino, vicino Padova. "Mi piace fare l'educatore con i bambini, insegnare loro come ci si comporta in campo e fuori dal terreno di gioco. L'educazione e il rispetto innanzitutto". I suoi giocatori hanno 7 o 8 anni e naturalmente conoscono poco della sua storia sportiva. "Qualcosa hanno appreso dai genitori, ma non mi vedono in una maniera diversa, per loro sono solo il loro allenatore. Certo oggi è facile rintracciare le informazioni con Internet, ai miei tempi io le partite me le immaginavo e le rigiocavo da solo". A 10 anni Pasinato trascorreva i suoi pomeriggi a rigiocare le partite di Coppa Campioni, faceva tutto lui, attaccante, difensore, portiere, arbitro, telecronista.

All'Inter Pasinato arriva a 22 anni, dopo una straordinaria stagione all'Ascoli. "Ero stato giudicato il miglior giocatore della serie B di quel campionato, e chissà se Bearzot avesse guardato un po' di più la serie cadetta magari mi avrebbe portato in Argentina...": sorride a quella maglia azzurra sempre rincorsa e mai raggiunta. "Non ho rimpianti, sono una persona che guiarda sempre avanti. A volte qualcuno mi ricorda alcune mie partite o il numero di goal fatti, cose che magari ho anche rimosso... Per dire, dopo aver lasciato il calcio ho comprato un bar e mi sono messo al bancone.  Nessuna nostalgia".

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