berti_inter
Calcio

Inter: anche nel 1989 quattro goal dalla Fiorentina, ma poi...

Ricordi scaramantici di una lontana domenica di febbraio con Nicola Berti, tra i giocatori nerazzurri più amati di sempre

12 febbraio 1989, l'entusiasmo tra noi è strabordante. L'Inter di Giovanni Trapattoni è una vera macchina da guerra, da dominatrice assoluta del campionato va a Firenze per l'ultimo atto del girone di andata. Ci troviamo così nella curva Ferrovia ebbri dei goal di Aldo Serena e del carisma di Lothar Matthaeus. La Fiesole, di fronte a noi, lancia al cielo cori di odio verso l'amore rinnegato, quel Nicola Berti che in estate abbiamo strappato proprio ai viola.

"Ero l'idolo dei tifosi, più ancora di Baggio che in quegli anni aveva giocato poco", ricorda il protagonista raggiunto ieri al telefono da Bonimba sulla strada di San Siro. "In realtà la società mi aveva già venduto al Napoli di Maradona, ma io scelsi Milano, sentivo che stava per arrivare il momento dell'Inter". Per provocare la Fiesole, agli insulti verso Berti, replicavamo con il coro: "Ci prenderemo anche Baggio la la..." (Roby poi arrivò, sì, ma quasi dieci anni più tardi, nel 1998, pochi mesi dopo la cessione di Berti al Tottenham). "Non fu una partita semplice per me", continua Berti, "ero il bersaglio di tutta Firenze, non solo della curva. Mi tremavano le gambe, il Trap mi cambiò dopo solo mezz'ora con Baresi".

Nicola Berti è stato uno dei giocatori più amati della storia interista, guascone, dinoccolato e generoso, centrocampista in grado di spezzare le difese avversarie con discese incontenibili. "E dire che contro l'Inter avevo segnato uno dei miei goal più belli in viola, scambio con Massaro, e via una fuga stile Monaco conclusa con un pallonetto su Zenga", rievoca sorridendo. Berti è stato il protagonista del palcoscenico nerazzurro per i dieci anni successivi. Subito uno scudetto, appena arrivato, e poi due Coppe Uefa. "Non posso lamentarmi dei trofei, qualche rammarico forse solo per lo scudetto perso con la Sampdoria di Mancini. Comunque quelle erano Coppe Uefa di alto livello, dove si incontravano grandi avversari, in Coppa Campioni andavano solo i vincitori degli scudetti. Peccato non ci fosse ancora la Champions League".

Uno scudetto all'arrivo e un quasi scudetto all'addio, quello dell'incontro in area tra Ronaldo e Iuliano. Nick però era ai margini della squadra, e nella sessione di mercato invernale salutò tutti per la Premier League. "Sarei potuto restare come uomo spogliatoio, ma volevo ancora giocare". Berti vede qualche somiglianza tra l'Inter dei record del Trap e quella di oggi del Mancio. "Tanti cambiamenti nel mercato estivo e una partenza di Campionato con vittorie non entusiasmanti". Tra i protagonisti di oggi si rivede in Geoffrey Kondogbia: "Ha delle potenzialità incredibili, finora ha reso solo al 50 per cento".

La partita dell'89, dove confidavamo in una facile vittoria, terminò 4-3 per i viola, all'iniziale goal di Baggio si aggiunsero anche quelli di Enrico Cucchi e Stefano Borgonovo (2), giocatori di talento dal destino tristemente breve.

Quattro goal dai viola, ieri come oggi. Sperando che anche l'epilogo sia identico.

© Riproduzione Riservata

Commenti