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Calcio

L'Inter e l'elogio del cinismo: Icardi la riporta in testa

Sofferta vittoria a Bologna: digiuno spezzato. Felipe Melo si fa cacciare e salterà la sfida al vertice con la Roma

Si sblocca Mauro Icardi e l'Inter torna alla vittoria che mancava ormai da un mese. Tutto in una serata che proietta i nerazzurri di nuovo - suppure temporaneamente - in testa alla classifica: 21 punti nell'attesa che le altre protagoniste dell'ammucchiata al vertice della classifica facciano la loro mossa.

Anche a Bologma, come già nelle ultime settimane, si è vista un'Inter non bellissima e per nulla costante. A differenza di quanto accaduto in Sicilia, però, questa volta la difesa ha tenuto fino in fondo e così il Mancio può riassaporare il gusto del 3 punti interrompendo la striscia di sconfitte (1) e pareggi (3). Le ombre restano tante e le luci faticano a prendere il sopravvento, però il risultato contava tantissimo e il bicchiere dell'Inter è mezzo pieno.

Il miracolo di Handanovic al 94' (conclusione al volo di Destro dimenticato dalla difesa in mezzo all'area di rigore) ha sigillato la vittoria e dato il senso del pericolo scampato: sarebbe stata una beffa, perchè i felsinei non erano mai stati pericolosi, ma anche una punizione per una squadra incapace di chiudere la gara e segnare il secondo gol. Statistiche alla mano, solo contro il Carpi è successo. Un piccolo record.

Icardi, ritorno al gol al primo tiro in porta

Senza Jovetic, fatto riposare in vista della Roma, alla squadra è mancata qualità. E' piaciuto Ljajic, che si sta ritagliando uno spazio nelle rotazioni del Mancio, oltre a Biabiany che non ha i 90 minuti nelle gambe ma sta diventando un'arma tattica. Che la squadra si sia svegliata dopo l'espulsione di Felipe Melo (minuto 60) sta diventando un altro marchio di fabbrica. Chissà perché serve sempre una scossa per reagire.

Ha deciso un gol di Icardi, il terzo da inizio stagione, alla prima conclusione in porta dell'argentino. Gentile omaggio di Ljajic e, soprattutto, di Ferrari che ha lisciato la verticalizzazione di Brozovic spalancando l'area al contropiede nerazzurro. Un autentico regalo senza il quale difficilmente l'Inter avrebbe aperto la scatola felsinea anche se va detto che la ripresa è stata nettamente meglio di quanto visto nel primo tempo, noioso e inconcludente.

Solito approccio molle (e primo tempo regalato)

Chissà cosa avrà pensato Thohir da Giakarta, dove Bologna-Inter è andata in onda alle 3 di notte. Se dopo Palermo aveva manifestato un certo disagio per la partenza lenta della sua squadra, di sicuro i primi 45 minuti del Dall'Ara gli avranno provocato una vera e propria crisi di rigetto. Squadra molle, senza idee e tremendamente lenta. Incapace di recapitare una sola palla decente ad Icardi, figuriamoci a cancellare il numero zero dalla casella delle reti segnate entro la mezz'ora iniziale.

Le statistiche sono anche più impietose: su 10 gare di questa stagione, ben 7 si sono chiuse all'intervallo con lo 0-0 e dei 9 gol segnati solo 2 (contro Carpi e Chievo) sono arrivati nel primo tempo. Sarà anche presto per i bilanci, ma i segnali non sono confortanti perchè non sempre si può concentrare lo sforzo produttivo nella seconda metà delle partite e non tutti gli avversari, come il Bologna, consentono di passeggiare per il campo in serenità.

Kondogbia, altro flop (e contro la Roma mancherà Felipe Melo)

L'altro segno meno sul cartellino di Mancini è la prestazione di Geoffrey Kondogbia, impalpabile come quasi sempre in questo inizio di stagione. Il francese sembra quasi in ritardo di condizione, pesante e in costante affanno come testimoniano anche i tanti falli commessi che lo hanno portato in fretta all'ammonizione e lo hanno fatto rischiare anche peggio.

L'espulsione l'ha presa Felipe Melo che era osservato speciale della serata, essendo in diffida in vista della Roma. Due gialli nello spazio di pochi minuti (il secondo fiscale ha fatto infuriare Mancini) che priveranno l'Inter del suo faro di centrocampo. Ci sarà Medel, tenuto fuori all'inizio a Bologna, e il Mancio dovrà inventarsi qualcosa senza farsi venire il mal di testa pensando alla qualità della mediana di Garcia.

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