Storia di tre abbagli (di mercato)

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E sono sei. Anche contro l’Atalanta il risultato non cambia ed ecco arrivare il primo record della gestione Ferrara, quello relativo alle sconfitte consecutive. Senza sbilanciarmi sulla conferma o meno del tecnico, preferirei portare l’attenzione sul vero problema della Sampdoria in questo avvio di campionato. Un problema di abbagli e responsabilità che riconducono tutte al nome di Pasquale Sensibile, uomo mercato blucerchiato che a quanto sembra domenica ha preferito vedere Fiorentina – Cagliari che presentarsi a Marassi. Senza accusarlo ma analizzando i risultati del campo ritengo però opportuno valutare quelle che sono state le scelte maturate nell’ultima estate di calciomercato. Una squadra incompleta (alla quale Ferrara deve aver dato obbligatoriamente l’ok) ma che in queste prime undici giornate è stata tradita nel dettaglio da coloro che avrebbero dovuto farle fare il salto di categoria. Ecco perché in questo post non voglio parlare dell’allenatore (che ha le sue colpe) ma di chi va in campo:

Lorenzo De Silvestri: Su di lui se ne dicono tante. Dall’amicizia con Cerci ai tempi viola che avrebbe complicato non poco la sua carriera per i troppi festini, passando per una voglia di giocare a calcio sempre meno coinvolgente. Fatto sta che il terzino ex Lazio e Fiorentina, promessa dell’under 21 fino a poche stagioni fa, ha mostrato finora di non essere degno non solo della Sampdoria, ma anche della Serie A. L’ultima prova offerta contro l’Atalanta ne è l’emblema: il gol del vantaggio orobico dopo due minuti è tutto suo. E’ lui ad aver steso il tappeto con scritto “fai pure” a Bonaventura per l’1-0. Il resto della partita è stata all’insegna della timidezza, sulla fascia senza spingere e tornando indietro ogni volta possibile. Incapace di arrivare sul fondo e spesso anche di stoppare il pallone con errori che fanno riflettere anche sulle sue lacune nei fondamentali del calcio. Arrivato per rinascere sembra ancora sotto terra, è costato 250 mila euro per il prestito con riscatto fissato a circa 4 milioni. Per adesso ne vale massimo 3,5, di lire.

Marcelo Estigarribia: Nutrivo dei dubbi fin dall’inizio. Sarà anche perchè Ferrara lo fa giocare sulla fascia sbagliata. Le ultime prestazioni del paraguaiano sono però state al limite del grottesco. Sfrutta poco la velocità per cui è stato acquistato, è sempre per terra, non arriva mai sul fondo, crossa raramente. Con questi presupposti è difficile pensare che il suo sia stato un colpaccio. Il vero problema? Non esistono alternative, i tre d’attacco sono quelli e il buon Marcelo non è ancora entrato in confidenza con il gioco del calcio. Il punto più basso è stato raggiunto a Parma, schierato in marcatura su Biabiany. Penso che ricorderò a lungo le immagini dei traversoni ducali dalla metà campo e il suo sguardo sul pallone cadente come se fosse una stella. Chissà che non abbia espresso anche qualche desiderio, io l’ho fatto e spero che si realizzi nel mercato di gennaio.

Maxi Lopez: dalle parti di Bogliasco si dice ormai da mesi. Maxi Lopez è sovrappeso. Il giocatore visto nelle prime giornate si è via via perso con le settimane. Appesantito, lento, macchinoso, troppo isolato. La punta argentina viene puntualmente accerchiata dai difensori avversari con il risultato che difficilmente riesce a calciare verso la porta. Come per Estigarribia anche lui, dopo qualche guizzo interessante nelle prime giornate, si è perso. E come per Estigarribia mancano le alternative: Pozzi è infortunato, puntare su Icardi titolare è prematuro. E’ arrivato come l’idolo predestinato ma per adesso devo ammettere che ho ricevuto più soddisfazioni da Wanda Nara.

Mentre scrivo, con ironia, queste critiche, spero di essere smentito già dalla prossima partita al Barbera. Il Palermo è messo peggio di noi ma noi siamo capaci di far risorgere chiunque, può succedere di tutto.

Ad ogni modo sono convinto che passeremo anche questa, che non bisogna disperare e stare vicini alla squadra per ripartire subito, già contro il Palermo. Ieri è stata la giornata dell’ennesima sconfitta in campo ma anche di tanta commozione fuori. Il ricordo delle vittime dell’alluvione, la maglia nera in segno di lutto, il tributo degli Ultras Tito allo scomparso Michele:

Sei stato uno dei nostri vecchi e solo per questo ti abbiamo fin da subito portato il dovuto rispetto. Ma quello era niente in confronto al rispetto che hai meritato come persona, col tuo modo di essere poco appariscente. Sapevamo che ci saresti stato sempre. Entrare al bar la domenica e trovarti lì con la tua, la nostra, sciarpa al collo era una di quelle piacevoli certezze che ci mancheranno tanto quanto te.

Ciao Miche, per sempre Sampdoria

per sempre Ultras Tito.

 

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