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Calcio

Sampdoria - Ferrero licenzia Cassano, lui non ci sta: "Voglio tutti i soldi"

Il fantasista continua ad allenarsi a parte. Il presidente: "L'ho trattato come un figlio, mi ha fregato"

La lunga e tormentata storia tra Antonio Cassano e la Sampdoria è arrivata al suo capolinea. Il fantasista classe 1982, tornato in blucerchiato a suffragio popolare lo scorso anno dopo la sconfitta in Europa League per 4-0 contro il Vojvodina, è stato messo fuori rosa e non rientra nei piani della società del presidente Massimo Ferrero.

 

Nel finale dello scorso campionato, dopo la pesante sconfitta per 3-0 nel derby di ritorno con il Genoa, Cassano era arrivato allo scontro con l'avvocato Antonio Romei, uomo di fiducia del presidente romano della Samp. Nelle ore seguenti la Sampdoria consegnò a Cassano una lettera di licenziamento, poi ritirata dallo stesso Ferrero che ieri ha dichiarato all'emittente genovese Telenord: "Ho preso quella lettera e l'ho strappata perché non doveva finire così".

La situazione attuale parla di un divorzio già deciso, Cassano non è stato inserito nella lista dei 25 giocatori consegnata dalla Sampdoria alla Lega e la sua foto è stata rimossa dal sito ufficiale. 

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Nelle scorse ore era stato fissato il primo incontro tra l'entourage del calciatore barese e quello del presidente Ferrero alla ricerca di una risoluzione del contratto che scade a giugno 2017. A Cassano spetterebbero infatti ancora i 700 mila euro di questa stagione, cifra sulla quale il numero 99 non vuole fare sconti: "Ho cercato di farlo ragionare ma lui i soldi li vuole tutti". Il braccio di ferro continua, Cassano si allena a parte al Mugnaini, il campo d'allenamento della Samp dove ormai è costretto a cambiarsi insieme ai magazzinieri non potendo più usare lo spogliatoio blucerchiato.

I tifosi sono divisi: da una parte c'è chi ha già accettato di fare a meno di Cassano e si concentra sul nuovo ciclo di Giampaolo (6 punti in due partite), dall'altra chi non rinuncerebbe per nessun motivo al talento del numero 99, 120 presenze e 37 reti in blucerchiato in cinque stagioni. "Mi sono fidato di lui, mi spiace che uno del suo talento preferisca non giocare, se vorrà tutti i soldi glieli darò. L'ho trattato come un figlio, ma sono rimasto fregato". "Trattato come un figlio", la stessa frase che fu usata dopo il litigio del 2011 con Riccardo Garrone, quello che portò al primo divorzio dalla Samp.

Che ne sarà di Cassano? A poche ore dal termine del mercato il rischio è quello di una stagione da separati in casa. Una mediazione di Carlo Osti proverà nelle prossime ore a cercare l'accordo per una risoluzione, poi il giocatore sarà libero di accasarsi altrove. 

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