Calcio

Scudetti di cartone e prescritti, la dolce ossessione di Agnelli jr

Il post su Jakartone? Solo l'ultimo della serie. Da quando guida la Juventus non ha mai lesinato battute e provocazioni a Moratti... - la risposta (semiseria) di Thohir - le reazioni in Rete

Una dolce ossessione. Non si potrebbe definire diversamente il rapporto tra Andrea Agnelli e Calciopoli, lo scudetto del 2006, Moratti e l'Inter. Ossessione del numero uno della Juventus che altro non è che la traduzione del sentimento popolare che anima i tifosi bianconeri. Chi dei 14 milioni di juventini sparsi per l'Italia non rivorrebbe indietro quel titolo? Pochi, forse. E quale interista sarebbe disposto a restituirlo o anche solo a renderlo vacante? Nessuno. Moratti per primo. La battuta su Jakartone che ha fatto in poche ore il giro del web incendiando gli animi dei due eserciti è solo l'ultima schermaglia verbale con al centro Calciopoli e sui due lati Agnelli e Moratti. Quasi il saluto dell'attuale presidente della Juventus sulla porta d'uscita.

A essere sinceri non è nemmeno la più urticante, visto che i due se ne sono dette di tutti i colori negli ultimi tre anni, passando anche alle vie di fatto visto che - fino a prova contraria - pende sempre una richiesta di risarcimento danni da 443 milioni di euro avanzata dalla Juventus contro la Figc causa 'inadempienza'. Perché stupirsi allora se Andrea Agnelli, in fondo un uomo classe 1975, come milioni di coetanei ha affidato a un profilo Facebook semiprivato una battuta da Bar Sport di quelle che, crediamo, sarebbero piaciute anche all'avvocato Prisco. Il quale, forse, si sarebbe preparato la replica per la prima occasione utile.

Altre volte è stato pure peggio. Non ci credete? Ecco una ricostruzione sommaria di un triennio di scontri, accuse e polemiche sull'asse Milano-Torino. Botte da orbi, quelle vere. Anche senza Jakartone e dintorni...

“Noi multietnici? Meglio multietnici che comprare le partite” sentenzia Moratti al Tg1 nell'estate del Triplete, all'apice della gloria sportiva e con Agnelli jr da poco insediato. La risposta piccatissima: “Moratti dovrebbe imparare a gioire delle sue vittorie. Le sue parole sono inutili” (agosto 2010)

“Gli scudetti che ci hanno tolto fanno parte della nostra identità che dovrà essere chiarita in fretta: Calciopoli è stato un procedimento ridicolo” spara Agnelli qualche mese più tardi. Moratti replica da Abu Dhabi: “Non so dove voglia arrivare” (16 dicembre 2010). Poi torna sul discorso: “Calciopoli è stata un’immensa presa in giro del calcio italiano. È stata una situazione gravissima, una cosa umiliante” (23 gennaio 2011)

E' l'inizio di un memorabile botta e risposta. “Calciopoli?questo tema mi annoia” dice Andrea Agnelli. La replica di Moratti: "Ah, il giovin signore... mi dispiace di averlo annoiato. Le magagne al tempo di calciopoli c’erano. Se vuole uno scudetto ne scelga un altro, quello del 2006 è nostro” (29 gennaio 2011)

O ancora: "Se per la ripartizione degli euro per i diritti tv vogliamo premiare la meritocrazia, io la condivido. Ma allora dobbiamo prendere in considerazione anche la storia dei club. Noi abbiamo vinto 29 scudetti, il Milan 18 e l'Inter non si sa quanti.." (Andrea Agelli, 28 giugno 2011 quando per l'Albo d'oro della Figc gli scudetti della Juventus sono ancora 27)

Quindi l'apice nella memorabile conferenza stampa che precede il tavolo della pace dopo le parole del presidente del Coni, Petrucci. Lì Agnelli va giù durissimo: “Noi lo scudetto 2006 lo abbiamo vinto sul campo con 91 punti, qualcun altro se l’è visto recapitare sulla scrivania. Lo hanno chiamato lo “Scudetto degli onesti”, ma a questo punto è lo scudetto dei prescritti” (10 agosto 2011)

In autunno si inaugura lo Juventus Stadium. Davanti al presidente federale Abete va in scena la notte dell'orgoglio bianconeri con il 29 stampato ovunque. Agnelli dal campo: “Siamo gente che si riconosce, che sa accettare i risultati ottenuti su un campo verde come questo, con linee che non mentono perché il campo dice sempre la verità” (8 settembre 2011)

Arriva Natale e i toni si stemperano (ma non troppo): “Non siamo in guerra, il calcio è un grande spettacolo di sport, e l'Inter è lì per caso: se fosse arrivata terza un'altra squadra, avremmo chiesto comunque se era giusto assegnarle lo scudetto” (24 dicembre 2011 sul Corriere dello Sport) ma “non ci si rende conto di quello che ha determinato il 2006 per noi. Abbiamo richieste, le più diverse, di risarcimento danni per circa 600 milioni di euro. Con la nostra siamo a quasi un miliardo che pende. Chiudere con "fu giustizia sommaria ci spiace", come si voleva fare con il documento non firmato al tavolo del Coni, non è semplicissimo” (24 dicembre 2011 sul Corriere della Sera)

A scudetto conquistato (il numero 28 secondo l'albo d'oro della Figc e della Lega Calcio): "Sono sicuramente 30 gli scudetti vinti sul campo e i tifosi avranno delle sorprese sulla maglia...” (7 maggio 2012)

Inizia la guerra della terza stella e della scritta '30 sul campo': "Per i documenti ufficiali è il 28esimo. Ma per ogni singolo juventino nel mondo è il 30esimo” (22 maggio 2012)

Altro giro, altro nemico: “Allegri scherza sul numero dei nostri scudetti? Tutti parlano della Juve, ma noi preferiamo rispettare la regola base di guardare in casa nostra. Io parlo di Juventus, gli altri pensino agli affari loro. Se noi abbiamo 31 titoli, allora il Milan ha due stelle" (11 luglio 2012 riferendosi ai due campionati di serie B vinti dal Milan negli anni Ottanta)

La Juve torna competitiva, l'Inter vince allo Juventus Stadium e poi incappa in una serie di sviste arbitrali. Torna la teoria del complotto e dopo un Inter-Cagliari Moratti esplode: “È la terza volta di seguito che si verificano gravi errori e sviste contro di noi. Si tratta di situazioni che ho già vissuto in passato e dopo tanti anni non vorrei ritrovarmi in queste situazioni”. La Juventus risponde alle affermazioni del presidente dell'Inter Massimo Moratti pubblicando sul sito della societa il testo integrale della relazione del procuratore federale Palazzi del 1° luglio 2011. Aggiungendo soltanto il titolo: "No comment" (18 novembre 2012)

Si chiude (Jakartone a parte) in una sede ufficiale: il Comune di Torino. Gli scudetti sono diventati 29 (o 31, dipende dai punti di vista). Il sindaco Fassino non si allinea. Agnelli non lascia passare: "La contabilità della passione è diversa dalla contabilità ufficiale: voglio rimarcare che per noi gli scudetti sono 31, ma capisco che in una sala istituzionale si faccia riferimento ai numeri degli albi" (15 maggio 2013).

Poi anche Abete ha sdoganatao la contabilità del cuore. Moratti ha iniziato la trattativa per vendere l'Inter e non si hanno notizie di cosa ne pensi Thohir della questione-cartone. O forse basta aspettare. In fondo non sarebbe male che il duello proseguisse...

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