champions league juventus
Calcio

Juventus travolta dal Barcellona: le tre lezioni per Allegri

Bianconeri sconfitti al Camp Nou, quanto è lontana Cardiff. Dybala e Messi, il nuovo modulo e un gap che pare accersciuto

La Juventus esce sconfitta dal Camp Nou senza appello. Troppo forte in questo momento il Barcellona, pure acciaccato da un'estate difficilissima sul calciomercato. Troppo forte Messi che si è ripreso il trono insidiato da Dybala: in primavera la Joya bianconera era stata decisiva per traghettare la Juventus in semifinale. Ora si è arreso senza lasciare il segno.

Il 3-0 con cui la squadra di Allegri torna a Torino non deve ridimensionare le ambizioni stagionali, ma va comunque analizzato perché lascia qualche tema in eredità. Come attenuante ci sono le assenze pesanti (Chiellini, Khedira e Mandzukic su tutti) non compensate dalle prestazioni di chi è sceso in campo. 

Lezione uno: il processo di crescita sarà lungo

Rispetto al quarto di finale della passata Champions League il passo indietro è stato evidente. La Juventus ha tenuto il campo in maniera ordinata e puntuale per una mezz'oretta, ma poi si è sciolta psicologicamente e tatticamente una volta incassata la prima rete di Messi sul finire del primo tempo.

Poi non è stata più in campo, sbagliando molto e subendo una dura lezione. Raramente si era vista la squadra di Allegri così in balia degli eventi e quanto accaduto può certamente essere considerato un problema di crescita. 

Complici infortuni e scelte del tecnico, rispetto alla formazione impegnata al Camp Nou nel ritorno lo scorso 19 aprile c'erano in campo solo Buffon, Alex Sandro, Pjanic, Dybala e Higuain. Gli altri non si sono rivelati all'altezza e nemmeno i reduci hanno saputo ripetersi sugli stessi livelli difensivi. Il lavoro di Allegri sarà lungo e profondo.

Lezione due: difesa da consolidare

i tre gol incassati per mano del Barcellona hanno portato a 8 il conto complessivo delle reti subite nelle prime 5 partite ufficiali, Supercoppa compresa. E' presto per tirare conclusioni o aprire processi, ma il dato non può essere ignorato considerata la tradizionale solidità della fase difensiva bianconera.

Al Camp Nou sono stati letali gli errori in palleggio che hanno spianato la strada agli attaccanti del Barcellona. Contro la Lazio Immobile aveva approfittato della sua velocità e il Genoa aveva colpito con frenesia all'inizio. Qualcuno di questi difetti si era già visto in estate nel corso delle amichevoli e Allegri lo aveva sottolineato. Ora serve che agli errori si ponga rimedio.

Lezione tre: Messi è meglio di Dybala

Ultima annotazione sui singoli. Si prende Dybala come esempio ma il discorso potrebbe essere allargato anche agli altri perché in pochi si sono salvati e hanno mostrato di stare bene, per una sera, sul palcoscenico del Camp Nou. La sfida tra Messi e Dybala è stata vinta senza dubbio dalla Pulce che sta avendo un inizio di stagione strepitoso e si sta mettendo sulle spalle tutto il Barcellona.

Non significa che l'argentino della Juventus non sia un grande giocatore e che non abbia davanti a se stesso un futuro radioso. Significa che sarà meglio imparare la lezione e approcciare queste grande partite con il profilo il più possibile basso. Allegri alla vigilia lo ha paragonato a Neymar mettendolo sul podio quando Messi e Ronaldo saranno passati. Può essere che abbia cercato di stimolarlo, ma le attese a volte pesano.

Già a Cardiff Dybala (e tanti altri) erano spariti dal campo quando gli avversari avevano alzato il ritmo. Non è una sentenza, ma per andare a Kiev per cercare di sfatare la maledizione delle finali bisognerà lavorare anche su questo.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti