FC Internazionale Milano v AC Milan - Serie A
Calcio

Balotelli e Rossi, messaggi a Conte. L'Italia ritrova i suoi attaccanti?

Mario positivo quando entra nel derby e Pepito di nuovo in campo dopo oltre un anno. Il ct era a San Siro per vedere tanti azzurri

Antonio Conte era in tribuna a San Siro per gustarsi il derby di Milano. Lui e al suo fianco il presidente Tavecchio, richiamati dai tanti italiani in rossonero e, forse, incuriositi anche dal nuovo Balotelli. Se ne sono andati a fine serata cobn addosso buone sensazioni e il pensiero che nei prossimi mesi non sarà tempo sprecato fare qualche altro viaggio in direzione Milano. La cura Mihajlovic sta dando i primi frutti e i 28 minuti giocati da Mario con rabbia, ma senza insteria, sono il segnale che qualcosa sta cambiando. Almeno a livello di consapevolezza.

Balotelli viene descritto dall'ambiente Milan come calato nella parte di chi sa di non aver più margine d'errore malgrado la giovane età. Nel derby è entrato come una furia, ha creato panico a tratti nella difesa interista e guidato l'assalto rossonero. Che abbia un gran calcio dalla distanza non è una scoperta, ma le sue frustate hanno scosso prima il palo e poi i pugni di Handanovic. Ha corso tanto, si è impegnato in qualche ripiego difensivo, ha voluto spesso il pallone senza, però, intestardirsi in scelte solo individuali.

Insomma, ha fatto vedere un abbozzo di quello che gli chiede il mondo esterno e Conte per primo. Anche le scintille con Felipe Melo non possono essere classificate in maniera diversa di semplici dinamiche di campo: il brasiliano se l'è andato a cercare, Balo ha risposto ma non è caduto nel tranello. Bene così. Solo alla fine ha fatto un piccolo gesto agli ex tifosi che lo avevano beccato per tutta la serata: sguardo di sfida, maglia rossonera mostrata e baciata come a rompere (per l'ennesima volta) con il passato.

I segnali di vita dal piante Balotelli sono arrivati nel fine settimana del ritorno all'agonismo di Pepito Rossi. Un'oretta in campo da titolare come non accadeva da 482 giorni sono troppo poco per cominciare a progettare la rincorsa europea, però è un segnale positivo che dopo la doppia sfida contro Malta e Bulgaria che ha certificato l'anemia azzurra, Conte abbia potuto rivedere insieme i due attaccanti di maggior talento che ha il calcio italiano.

Perché si possa parlare di un futuro a Coverciano servono conferme di testa (Balotelli) e fisiche (Rossi). Da oggi, però, l'agenda del ct si è arricchita di altri due nomi, mai realmente spariti dall'orizzonte azzurro. E se Mihajlovic continuerà a tenere Mario al riparo dai riflettori ("Deve continuare così, si sta comportando bene ma non posso giudicarlo da uno spezzone di partita" ha ringhiato dopo il derby) di sicuro Conte non se ne avrà male.

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