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Calcio

Appello a Moratti e Agnelli: fate tacere Conte&Cassano

L'ultima rissa verbale intorno al termine moralità rischia di cancellare il riavvicinamento tra i club. E anche Palazzi potrebbe interessarsene...

Cassano 99

Antonio Cassano protagonista di una durissima polemica con Antonio Conte – Credits: La Presse

Ci eravamo lasciati con i gesti di disgelo di Andrea Agnelli nei confronti di Massimo Moratti. Con una vigilia di Juventus-Inter intervallata da numerosi contatti telefonici tra i due presidenti fino all'invito a seguire la partita allo stadio dalla stessa tribuna lasciato cadere nel vuoto da Moratti ma non per questo non gradito.

Insomma, ci eravamo lasciati a un tentativo di distensione tra le due nemiche storiche del nostro calcio che nemmeno i disastri di Tagliavento e Preti erano riusciti a cancellare. Certo, c'erano state le proteste di Stramaccioni e qualche frase post-gara polemica di Moratti. C'era stata l'ovvia risposta da Torino con replica. Tutto, però, senza che i toni si abbassassero a livelli da osteria come invece sta accadendo in queste ore.

La grave colpa di Cassano e Conte (in rigoroso ordine alfabetico per evitare di entrare nel merito) è quella di suonare uno spartito che tutti vorrebbero fuori tempo. Uomini, ominicchi, pigliainculo e quaquaraquà possono essere serenamente lasciati al capolavoro di Sciascia e non costretti a scendere al livello (basso) dello scambio di accuse tra due degli uomini più in vista del nostro calcio.

E' accettabile che Cassano accusi l'allenatore della Juventus di non poter parlare di moralità ricordandogli la condanna per omessa denuncia ed entrando a piedi uniti in una vicenda ancora così fresca da lasciar aperto più di un dibattito? No. Non è accettabile. E si può tollerare che Conte attacchi un uomo che, fino a prova contraria, è stato un perno azzurro fino a pochi mesi fa utilizzando brani di un'autobiografia che parla di prostitute, cornetti e notti a base di sesso e cibo? Come se nel frattempo anche Cassano non fosse diventato un altro uomo.

L'appello che lanciamo è allora indirizzato a Moratti e Agnelli. In fondo Conte e Cassano sono loro dipendenti e questa polemica da osteria fa male prima di tutto a Inter e Juventus. Impongano il silenzio, diano un segno vero di discontinuità, non ammettano nuove repliche e risposte. Dimostrino, insomma, di essere meglio delle persone che pagano (profumatamente) e che stanno gettando discredito sulle loro società prima che su loro stessi.

Tra parentesi lo scambio di gentilezze dovrebbe interessare anche il procuratore federale Palazzi. Fino a prova contraria l'articolo 5 del Codice di Giustizia Sportiva vincola i tesserati a non "esprimere pubblicamente giudizi o rilievi lesivi della reputazione" di altri tesserati. E' lecito attendersi deferimento e squalifica (non multa, squalifica) per i due protagonisti? Ed è lecito attenderselo in fretta, subito, perché sia chiaro che il calcio italiano non accetta di essere portato nei sottoscala. Il Bar Sport è sufficiente. Grazie.

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