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Calcio

Allegri vs Inzaghi, una lite che viene da lontano

Pippo non saluta, l'altro attacca: "Allora è vero che vuoi rubarmi il posto". Ma gli insulti di mercoledì sono solo la punta dell'iceberg, i due si odiano da sempre

Filippo Inzaghi due anni fa a Milanello con il suo ultimo allenatore, Allegri (Credits: Andrea Raso / lapresse)

Allegri contro Inzaghi, è solo l'ultima delle vicende di quest'anno di casa Milan. Le cose sono andate più o meno in questo modo: Allegri che decide di andare nel centro sportivo dove si stanno allenando gli allievi di Pippo Inzaghi. Il tecnico della prima squadra che saluta il suo ex giocatore, che però gli risponde freddamente. Allegri sbotta "Allora è vero che vuoi rubarmi il posto, non sei un uomo...". Inzaghi risponde "Io? Vieni dietro che sistemiamo la cosa, allora... E' colpa tua se ho smesso di giocare". A quel punto lo scontro verbale (per poco quasi fisico) è inevitabile.

Una visita consueta quella di Allegri presso il centro sportivo di Vismara, il quartier generale delle giovanili rossonere. Forse una visita inoppurtuna considerato il momento, le voci sulla sua panchina ma soprattutto il suo rapporto con l'ex bomber del Milan. I due infatti non si sopportano praticamente da sempre. Non poteva che essere così per Inzaghi, abituato a giocare e segnare, relegato fin da subito in panchina dal tecnico toscano. E poi c'è una cosa che a uno come Superpippo proprio non si poteva togliere: la Champions.

Inzaghi non ha mai digerito l'esclusione dalla lista dei giocatori della scorsa stagione, che gli ha impedito di inseguire il record di gol di Raul nelle competizioni europee ed evidentemente (considerati gli insulti) ha significato la fine della sua carriera. La decisione di Allegri inoltre gli venne comunicata solo poche ore prima di diramare la lista. D'altra parte si dice che il tecnico, allora campione d'Italia in carica, pensasse che Inzaghi gli stesse remando contro in spogliatoio.

Storie di incomprensioni. Come quella volta in Coppa Italia contro la Lazio, quando Inzaghi si scaldò per tutto il secondo tempo, buttando continuamente lo sguardo verso il suo allenatore, senza mai essere chiamato per il cambio. A Palermo invece, Allegri lo fece entrare al 35esimo della ripresa, peccato che il Milan vinceva 3-0 già all'intervallo. Insomma la vecchia storia dell'allenatore che non ti fa giocare, ma c'è di più.

Gli anni milanesi di Allegri coincidono con la fine della carriera di un bomber straordinario. Non che Inzaghi richiedesse, dal canto suo, un trattamento speciale. Probabilmente si aspettava di chiudere in un altro modo, magari alla fine di questa stagione, segnando gli ultimi gol sotto la curva dei suoi tifosi. Allegri però gli ha fatto capire già dallo scorso anno che nel suo Milan non c'era più posto. Inzaghi alllora voleva andarsene già a gennaio, ma poi è rimasto e a fine stagione Galliani lo ha reinventato come allenatore, delle giovanili. Bravo e talmente amato dai tifosi da insidiare in pochi mesi la traballante panchina di Allegri. Chissà se oggi il tecnico toscano non pensi che in fin dei conti sarebbe stato meglio farlo giocare.

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