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Calcio, serie A - 20^ giornata

La Juve torna in fuga con Pogba, ma il calcio è stato oscurato dal caso Armstrong

Wesley Sneijder saluta i tifosi dell'Inter (Credits: VINCENZO PINTO/AFP/GettyImages) )

Volete la verità nuda e cruda? Eccola. E’ stato difficile seguire, concentrarsi, appassionarsi e valutare questo fine settimana di sport. Perché per uno che lo ama alla follia, non da tifoso, ma da innamorato vero, tornavano in ogni momento alla mente gli occhi, la faccia, le parole di uno che è stato per chi scrive, e che ha la passione per gli antipatici vincenti, un’icona.

Sapevamo già tutto e nulla è stato aggiunto, ma guardare Lance Armstrong e sentire dalla sua voce quelle cose, è stato come beccare un pugno in faccia. Un diretto emotivo per chi aspettava le montagne del Tour di France per veder scrivere su una bicicletta brani di prepotente leggenda. La smetteremo prima o poi di credere a Babbo Natale, ma quel giorno forse cambieremo mestiere, perché lo sport, come l’amore, vive sull’emozione.

Era amore a pagamento, era tradimento. E nessuno ci leva dalla testa che il delirio di onnipotenza e le connivenze alte e purtroppo ancora oscure, forse per sempre, abbiano sbattuto Armstrong con le spalle al muro. Per fortuna. Ha voluto essere Al Capone, il Padrino, senza pensare che quando ti esponi così, con così tante persone è normale che arrivi l’ora del tradimento. Quindi ascoltando e riascoltando nella mente quei monosillabi violenti come coltellate e condite da parole di comodo, falsamente emotive, sentivamo nel nostro calcio la voce della padrona. E scusate se da sempre insistiamo, non per rivendicare la ragione, ma perché i conti finiscono sempre per tornare anche nella bizzarria di un gioco come il pallone, che non si smentisce nemmeno quando si scatenano battaglie politiche intorno a poltrone come quella della presidenza di Lega. Anche lì ci sono dei vincitori e dei vinti. Inutile fare nomi tanto li conoscete. Se non è così andatevi a leggere l’organigramma della “nuova” Lega Calcio.

Sul campo abbiamo visto le scintille di talento del ragazzino Pogba. E’ se è vero quello che ci dicono, cioè che è un bimbo con la testa sulle spalle e l’educazione sufficiente per non perderla, allora dipende dalla Juventus far diventare quei lampi, un fuoco. Con il tempo necessario, si intende. Intanto la Lazio e il Napoli, per il quale la giustizia sportiva ha decretato che la responsabilità oggettiva è qualcosa di relativo, a differenza degli altri che si trascinano un segno meno tra parentesi in classifica, non possono sempre tenere quel passo indemoniato. Così portano via pari non da buttare su campi per ragioni diverse complicati.

Non può bastare, dato che ora la classifica torna a dire che la Signora galleggia a distanza di sicurezza, a +5. Che non sono una sentenza, ma sono lo stesso tanta roba anche per chi, per ragioni di cassetta vuole per forza mantenere in vita il campionato.

Tra gli altri il Genoa brucia un altro allenatore (Delneri fuori, Ballardini dentro) e l’impressione è che così il vecchio Grifo non andrà da nessuna parte, se non dritto in serie B. Potrebbe essere una settimana discretamente interessante sul mercato, perché oggi Sneijder dovrebbe finalmente volare in Turchia togliendo un peso dallo stomaco all’Inter. E’ perché a questo punto scommetteremmo addirittura qualche euro sul ritorno di Kaka’ alla casa milanese. Ci saranno a quel punto tante cose da valutare, compreso lo stato di un giocatore che da un paio di stagioni fa il pensionato di lusso. Ma la suggestione per il nostro boccheggiante campionato esiste. Magari al primo gol di Riccardino di nuovo rossonero, ce la faremo a non pensare più ai colpi di pugnale di un truffatore texano.

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