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Calcio, serie A - 16^giornata

La corsa delle milanesi, i limiti del Napoli, il crollo di genoa e Palermo, all'epoca della depressione

L'esultanza dei giocatori del Milan dopo il pareggio di Robinho a Torino (Credits: Fabio Ferrari - LaPresse)

Accendi la tv, prendi in mano un giornale e ti rendi conto che parlare e scrivere di calcio e di sport in questi giorni così depressi è come pretendere di far feste di Carnevale in piena Quaresima. Stridono perfino esultanze e sorrisi. Cattivo umore? E come potrebbe essere altrimenti.

Peccato, perché loro, i pallonari, han fatto di tutto per regalarci un po’ di circo. Siamo passati dai fuochi d’artificio su Roma di sabato sera, a Conte che torna in panchina, vince soffrendo e si dà dello speciale, al contrario di Stramaccioni che batte il Napoli, rilancia l’Inter e di definisce “normal one”, tanto per tagliare qualche filo col passato.

Intanto il Milan resta sotto l’effetto doping di Belusconi, vince di goleada a Torino, senza farsi mancare il solito gol del sempre più fenomenale El Shaarawy, risale la corrente della classifica e può non disperarsi più di tanto dopo aver perso De Jong per la stagione. In fondo l’olandese non è ‘sto mostro che cambiava la squadra, poveretto: un rubapalloni quasi qualsiasi con i piedi di cemento.

Sorprende un po’ che il Napoli non riesca a imbroccare mai una partita decisiva: arriva lì all’incrocio e piglia sempre la strada sbagliata. Per questo insistiamo nel pensare che chi staparla di scudetto per la squadra di Mazzarri, semplicemente non ha il senso della misura. Che è quella di un’ottima squadra, ancora non da corsa per certi livelli: leggere linea difensiva e composizione della panchina per credere.

L’Inter invece, dopo la sbandata, si infila di nuovo sui binari corretti: arriverà dove la spingeranno i gol di Milito e Palacio, la tenuta difensiva e un mercato sul quale qualcosa deve per forza fare. Oltre ovviamente a risolvere l’ormai comico caso Sneijder. Serve qualcosa di serio in attacco, un giocatore affidabile alla Klose, tanto per buttare lì il primo nome a caso. Anche Pastore potrebbe essere una idea intrigante, adoperando l’indesiderato olandese come merce di scambio e tendendo conto che Cassano durerà quel che durerà. A occhio e croce non moltissimo. Servirebbe anche energia per un centrocampo che deve sopportare punte e difesa.

Mentre torna il ritornello dell’Inter vera rivale della Juve, la Signora viaggia verso il titolo d’inverno, che si sa, vale solo per statistiche e scaramanzia. Fossimo in loro, quelli della Juventus intendiamo, chiuderemmo in una valigia i 26 milioni o giù di lì spremuti dalla prima fase di Champions per rilanciare al Gran Casinò della Champions, dando la caccia a una star. Vecchio ritornello anche questo, ma che sia l’esiliato cinese Drogba o un Mario Balotelli sempre più in fase di scazzo con Mancini e con il City, tanto vale provare il colpo grosso davvero, dopo l’inutile pippone Bendtner.

Perfettamente allineate al momento politico ed economico, quindi le squadre più trendy del momento Genoa e Palermo: una tristezza cosmica. Che non fosse aria in questa stagione si era capito quasi subito. Che fosse depressione così profonda era difficile da immaginare. Ecco due candidate serie a far la fine del Governo Monti

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