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Calcio - serie A, 19^ giornata

La Befana porta sorprese come i crolli di Inter, Juventus e Roma

I giocatori della Sampdoria esultano dopo la clamorosa vittoria a Torino contro la Juventus (Credits: ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

Non ci caschiamo. Non crediamo nell’antico adagio “anno nuovo, vita nuova”. Pensiamo piuttosto all’aurora boreale che nella prima domenica dell’anno, Epifania per giunta”, disegna qualcosa di strano nel cielo del campionato.

Prima l’Inter rullata a Udine che si aggrappa, con le parole di Stramaccioni, agli errori di Giannoccaro: così fa chi si sente debole e fragile, perché davanti a tre pere (a zero), non c’è arbitro che tenga pure in un gioco che si tende a polverizzare in episodi come è il calcio.

Si vede poi addirittura passare la Befana nel cielo di Torino: assomiglia a Delio Rossi con un parruccone che lancia sul popolo doriano i pacchi dono di una impresa memorabile, quanto meritata. Juventus Stadium espugnato da una Sampdoria partita in svantaggio e in inferiorità di uomini, addirittura con un paio di errori di Buffon (sì, anche il secondo perché la regola vuole che il primo palo sia del portiere). Roba da raccontare ai nipoti.

Si fa incantare dagli effetti celesti perfino la Fiorentina che cede il suo campo, finora vergine al Pescara, sotto gli occhi della nuova stellina ancora azzoppata Giuseppe Rossi. Tutte cose che possono capitare dopo vacanze troppo lunghe per non perdere il filo di certi discorsi.

Cose che riescono a mantenere la Lazio, tedesca come il suo leader Klose e razionale come il suo allenatore Petkovic, uno che non disegna ghirigori tattici, ma va sulla sostanza. Non basta per essere l’ennesima anti-Juventus, ma per giocarsi secondo o terzo posto sì, a condizione di mantenere la salute dei giocatori che contano.

Il Milan chiude una settimana stupida, di stupidità e di un po’ di demagogia, facendo una fatica boia contro il Siena. Ma l’idea è quella rifare un po’ la squadra, per ora sforbiciando, poi vedremo se ricostruendo: si straparla, per ora di Drogba e Balotelli, che sono, come potete capire da soli, strade opposte, una di tentativo di ricostruzione, l’altra di oppio per il popolo rossonero che non può non restare nella depressione del settimo posto in classifica.

Il Napoli rovescia tutta la sua rabbia sulla Roma, che rimarrà sempre una squadra troppo ondivaga per essere vera. Verissimo è invece quel mostro di Cavani che fa correre il tassametro della sua valutazione, mentre a ogni gol gli occhi di De Laurentiis sembrano quelli di Zio Paperone quando vede una miniera d’oro, iniettati del simbolo dei dollari.

Bravi il Genoa a Borriello (magnifici i suoi gol), ma che il Grifone andasse sempre così male non era credibile. Adesso prepariamoci a un graduale ritorno alla norma, disturbato dai ronzii di un mercato ai quali farà bene chi non crederà troppo, foderandosi di cera le orecchie. L’aurora boreale è uno spettacolo meraviglioso, ma dalle nostre parti non può diventare una abitudine nemmeno nel gennaio del calcio.

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