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Basket: chapeau Parker, (sottovalutato) miglior marcatore di sempre agli Europei

Il play francese è il capocannoniere delle competizioni continentali. Meglio anche di tante leggende del passato

Una premessa. I 1.046 punti messi a segno da Tony Parker nei campionati europei, nuovo record di sempre per la massima competizione continentale, sono merito della sua straordinaria longevità – le 61 partite disputate parlano da sole –, e di una dedizione totale alle 2 maglie a cui il play francese ha dedicato quasi tutta la sua carriera: quella degli Spurs e quella della Nazionale, appunto. 

Ha saltato qualche mondiale, Parker, ma mai gli Europei, ai quali il nativo di Bruges partecipa ininterrottamente dal 2001, quando aveva solo 19 anni; e se i suoi 17 punti di media a partita sono poca cosa se paragonati ai 31,2 della leggenda greca Nick Galis, ora passato al secondo posto della classifica dei marcatori europei all time, lo sono anche, ma a parti invertite, i suoi trofei.

 

Parker ai campionati europei ha giocato tanto anche perché ha vinto tanto (tre medaglie, di cui una d’oro), laureandosi tra le altre cose capocannoniere delle ultime due edizioni. Risultati e numeri che lo accomunano, e in alcuni casi lo mettono persino sopra, ai grandi nomi del vecchio continente, tipo Radivoj Korac (terzo marcatore di sempre), ma anche Drazen Petrovic e Toni Kukoc, per dirne alcuni.

Chiacchiere da bar, ma quello che è certo è che il piccolo Tony, cresciuto con parecchie difficoltà sotto l’ala non sempre amorevole del coach degli Spurs Gregg Popovich – chi l’avrebbe detto, nel 2001, che quel ragazzino indisponente sarebbe diventato 5 volte campione Nba e miglior giocatore europeo per due volte consecutive, nel 2013 e 2014.. –, ha reso grande come nessuno la Francia del basket, che prima di lui non aveva vinto niente o quasi. Al diavolo i numeri quindi e giù il cappello davanti all'oggi maturo e "grandissimo" Parker.

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