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Basket

Nuova stagione, nuova Legabasket: le sfide del presidente Marino

Intervista al n°1 della Serie A, consapevole dei tanti problemi da affrontare ma anche certo che il Campionato al via rilancerà la pallacanestro italiana

Una stagione tutta nuova, in campo e ai vertici della Lega A. L’EA7 Milano è campione d’Italia senza più lo spauracchio della Montepaschi Siena e al vertice della Legabasket Valentino Renzi ha lasciato lo scettro (dopo la breve e discutibile parentesi di Ferdinando Minucci) a Fernando Marino, presidente dell’Enel Brindisi. Che dal giorno del suo insediamento sta lavorando "con l’obiettivo di assicurare al prodotto basket una visibilità molto più massiccia rispetto agli anni passati": prima sfida da affrontare il progetto di sviluppo della Web Tv di Lega, primo problema da risolvere la cessione dei diritti dei pacchetti Silver e Bronze per questo Campionato.

A proposito di video, ci sono poi da segnalare quelli dell'instant replay per tutte le gare: "Un'utilissima introduzione, che aiuterà il lavoro degli arbitri ed eviterà tante polemiche nei post-partita", commenta sempre il presidente Marino. Pronto anche a rispondere a chi solleva dubbi sulla possibilità di seguire a dovere le vicende di Legabasket e continuare a occuparsi di Brindisi, fosse anche solo per la distanza tra Bologna (sede della Legabasket) e la Puglia: "Il rischio non esiste, anche perché trascorro buona parte della mia settimana lavorativa a Bologna per definire e organizzare al meglio le tante iniziative che abbiamo in cantiere. Certo anche che gli investimenti fatti da più squadre assicureranno agli appassionati una stagione di ottimo livello, capace di dare la spinta giusta per una crescita del nostro sport”.

Perché sarà anche e soprattutto il Campionato del "Poz"


Crescita che parte da una situazione di forte crisi, come testimoniano la scomparsa di Siena e Montegranaro alla pari del ridimensionamento di squadre come Pesaro, Caserta, Roma: servono nuove fondamenta da cui ripartire attraverso un'organizzazione più capillare delle società. Mentre al contempo rimane sempre aperto il dibattito sull'utilizzo dei giocatori italiani: "Ribadisco la mia convinzione nel fatto che averli trattati in passato come specie protetta all’interno dei nostri campionati non abbia giovato a nessuno", afferma il n°1 della Legabasket. "Bisogna credere nei settori giovanili e puntare a coltivare i talenti nostrani, dopo di che ritengo che la bravura di un giocatore vada al di là del suo passaporto. Mentre per la Nazionale mi auguro, da tifoso, di poter finalmente vedere tutti insieme i nostri giocatori che militano in Nba insieme ai migliori del nostro Campionato, uniti magari a qualche sorpresa che rivelerà proprio la stagione che sta per iniziare”.

Quanto ai rapporti tra Legabasket e Fip, "ci ritroveremo per definire la Convenzione che regolerà i nostri rapporti per i prossimi anni". La nostra pallacanestro ne ha davvero bisogno.

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