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Basket

Nba, accordo record per i diritti TV: 24 miliardi di dollari in 9 anni

2,7 miliardi a stagione per trasmettere le partite. E la Serie A è lontana anni luce

In un'attesissima conferenza stampa il commissioner Adam Silver ha annunciato – con tanto di sorriso a 32 denti – il nuovo accordo sui diritti televisivi Nba. Per trasmettere le partite del campionato professionistico americano ESPN e Turner dovranno sborsare la cifra record di 24 miliardi di dollari nei prossimi nove anni. In questo modo le due emittenti televisive – che attualmente pagano un totale di 930 milioni di dollari all'anno – verseranno nelle casse della lega (e delle sue franchigie) circa 2,7 miliardi di dollari a stagione.

SERIE A Il nuovo contratto tra Nba e tv americane – che enterà in vigore dalla prossima stagione e sarà valido fino al 2025 –  è di tre volte superiore a quello attuale, in scadenza nel 2016, e le sue cifre fanno impallidire persino i club del campionato italiano, il secondo in Europa per ricavi derivanti dai diritti tv.

Nei prossimi tre anni Sky e Mediaset verseranno infatti nelle casse delle squadre di Serie A 2,8 miliardi di euro, circa 5,3 miliardi in meno (considerato il cambio) di quanto incasseranno nel prossimo triennio le franchigie Nba. Per avvicinarsi (per modo di dire) ai numeri della massima lega di basket americana bisogna scomodare l'inarrivabile – almeno nel Vecchio Continente – Premier League, che dai diritti tv incassa 1,22 miliardi di euro a stagione, più di un miliardo in meno di quanto incasserà l'Nba nel 2016.

SALARY CAP Tra le principali conseguenze del nuovo accordo firmato da Silver c'è quella di far crescere in maniera netta il salary cap – calcolato in funzione dei guadagni dell'intera lega – sotto al quale le squadre Nba devono rimanere per non incorrere in una mega tassa pari al 100% per ogni dollaro di eccedenza. Con il nuovo contratto il monte salari passerà, già dalla prossima stagione, dai 60 milioni di dollari attuali a 70 milioni, e potrebbe salire fino a 100 milioni di dollari all'anno che i proprietari potrebbero utilizzare per pagare i loro giocatori.

Il risultato sarà che – a dispetto della crisi globale – proprietari sempre più ricchi potranno permettersi di far giocare più superstar (milionarie) nella stessa ricchissima franchigia. In una Nba più ricca che mai. 

 


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