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Basket

Metta World Peace si presenta al Campionato italiano

Le prime parole dell'ex-campione Nba ingaggiato dalla Pallacanestro Cantù durante la presentazione ai media a Milano

La maglietta con il numero 37 (quella con cui giocò e vinse il titolo Nba nel 2010 con i Lakers) ben in vista sul tavolo, la bottiglietta dell'acqua-sponsor con il simbolo del panda, i video delle sue gesta tra i pro americani. E’ il "Metta World Peace Day" e Cantù lo festeggia al meglio: dopo lo sbarco a Malpensa e le visite mediche, il giocatore viene presentato alla stampa (e ai tifosi in trasferta) a Milano presso la sede della Ferrarelle, gruppo di cui fa parte il marchio Vitasnella che campeggia sulle maglie della squadra brianzola.

Ecco le prime dichiarazioni di Metta World Peace, alias Ron Artest, alias "The Panda's Friend" dopo l'ingresso in sala sulle note di Michael Jackson, in onore del quale giocò appunto a Los Angeles con il n°37 (le settimane di permanenza dell'album Thriller in testa alle classifiche)...

La scelta. "Avevo tanta voglia di venire a giocare in Europa. Dopo la Cina mi sono concesso un periodo di pausa e sono stato a casa con i miei figli, poi il mio agente mi ha proposto Cantù e sono stato subito entusiasta di venire qui. So che il Campionato italiano è tra i migliori in Europa e credo di poter dare il mio contributo anche a 35 anni. Qui si muove la palla e si muove il corpo ed è esattamente quello che voglio fare: muovermi e fare gioco di squadra. Tutti sono capaci di fare punti, io ne ho fatti tanti nella mia carriera, ora voglio dare un contributo diverso".

L'obiettivo. "Sono venuto a Cantù perché non è forse la migliore squadra in assoluto, ma voglio portarla a crescere e magari a battere sul campo la migliore del campionato. So che questa è Milano, e so anche che tra poche settimane la affronteremo: non ho paura".

La forma. "Sono pronto per giocare, un paio di giorni e posso dare il mio contributo".

Il nome. "Chi mi conosce da tempo, mi chiama Ron; i ragazzi mi chiamano Metta, mentre in Cina ero chiamato panda: fate voi... Ho visto che sui media italiani girano già altri nomignoli, magari ne troverò anche uno per l’Italia".

L'Italia. "Ho giocato con Andrea Bargnani a New York per un anno ed è un grande talento. Non abbiamo parlato tantissimo dell’Italia, peccato che non è riuscito a esprimere tutto il suo valore per gli infortuni. Del vostro Paese ho invece parlato con Kobe Bryant: so il livello di basket che c’è qui".

L'età. "Molti mi hanno detto che sono vecchietto (ha 35 anni, ndr) e che vengo solo a svernare in Italia: io però sto bene e lo voglio dimostrare sul campo. Voglio vedere in questi mesi se ho ancora la voglia e la forza di giocare una stagione per intero. E’ una sfida anche per me stesso, magari il futuro sarà ancora qui a Cantù".

Cantù. "So che è una squadra con bellissimi tifosi e io sono completamente con Cantù, nel cuore e nella mente. Quello che posso dire ai miei nuovi tifosi è che ci metterò passione: io ho giocato molto in passato in maniera aggressiva e arrabbiata... Voglio passione, voglio fuoco, ma non voglio rabbia. Voglio finire la mia carriera con gioia".

Il panda. "E' un animale interessante, calmo e gioioso, che sa mantenere il controllo. Mi rappresenta in maniera perfetta, sa difendere il suo territorio e sa essere profondamente connesso con il mondo e l’ambiente circostante".

La moda. "Il mio brand (ha infatti una sua griffe, ndr) non può essere paragonato a quello di Armani. Anzi, se lui volesse regalarmi qualche camicia ne sarei ben felice".

Chi è Metta World Peace
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