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Basket

E' stata la Final 8 di tutti

Anche dei tifosi brindisini, quelli più vicini a Supporter's Magazine, che da Desio è subito volato in Romania. Perché Coppa chiama Coppa...

E' stata la Coppa Italia di tutti. Ma soprattutto di Sassari e della sua seconda vittoria consecutiva superando l'EA7 Milano: un successo che, come ci ha raccontato Stefano Sardara, presidente della Dinamo, "è di Sassari, ma di tutta la Sardegna, perché dietro questa squadra c'è un popolo intero che ci sospinge". E che, sfidando la lontananza, si è sobbarcato un viaggio in charter, andata e ritorno in dodici ore, per vedere i propri beniamini battere l'Olimpia e compiere l'impresa sognata.

E' stata la Coppa di tutti, dicevamo. Di quei tifosi, tanti, arrivati da Avellino per sostenere la squadra di Vitucci, che spreca il pallone dell'impresa con Milano con la più banale delle palle perse. E di quelli di Reggio Emilia, che in pulman hanno raggiunto il PalaDesio, festanti e colorati. E che pur sconfitti contro Sassari in semifinale, hanno applaudito i vincitori e intonato cori di augurio per vincere la Coppa. Cose che in Italia suonano come cronache marziane...

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E' stata anche la Coppa dei tifosi di Brindisi, alcuni dei quali - dopo le emozioni in terra lombarda - sono volati con la squadra in Romania per spronarla a una vittoria che vale gli ottavi di finale in Eurochallenge, traguardo storico per una squadra che - vale sempre la pena ricordarlo - otto anni fa era in B2. Da Milano direttamente a Targu, municipio di quasi 90 mila abitanti a sud di Timisoara. Posto non facile da raggiungere, "terra di lupi e di vita diversa dall'occidente che viviamo", per dirla con le parole di Piero Bucchi, coach dell'Enel.

Un altro "viaggio della speranza" dopo aver attraversato tutta Europa e anche di più: Astana, in Kazakistan, è stata una trasferta infinita, fredda e ai confini del mondo. Unica fede, unica passione è il motto che accompagna i brindisini in trasferta. Quella stessa passione che ha riempito Desio, almeno per la seconda semifinale e la finale (contraltare di una prima giornata desolante sugli spalti, ma ha davvero senso fare quattro partite in un giorno a orari improponibili?), quell'entusiasmo che permette al basket di essere uno sport in crescita ma ancora ricco di potenzialità. Da non lasciare però tali.

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