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Basket

Europei di basket: così l'Italia e gli italiani scoprono di amare la pallacanestro

Il commento, con la voce di Sky Sport Flavio Tranquillo, sugli azzurri della palla a spicchi diventati per una settimana il fenomeno sportivo del momento

Italia, paese di santi, poeti… e amanti del basket. No, potrebbe non essere un’esagerazione. Se c’è una cosa che ci ha raccontato il girone di qualificazione dei campionati europei 2015 è che gli italiani hanno voglia di pallacanestro, e pure tanto.   

Di mezzo c’è anche (non facciamoci troppe illusioni) la contingente pausa del campionato di calcio, per la qualificazione agli europei 2016, ma è innegabile che nell’ultima settimana, quella dei gironi di qualificazione di EuroBasket 2015, il popolo sportivo italiano si sia scoperto improvvisamente amante, tifoso e persino esperto (chi più chi meno) della palla a spicchi e di tutto quello che accade dentro e fuori dai 28 metri del campo di gioco, improvvisamente diventato gettonatissimo argomento di conversazione. 

“Sì, ce ne siamo accorti ed è davvero una bella cosa – dice Flavio Tranquillo, commentatore degli europei per Sky Sport, che sta trasmettendo in esclusiva la competizione sull’ormai arcinoto canale 203 –. A dire il vero l’avevo capito già quando sul volo per Berlino ho incrociato una miriade di italiani, tifosi degli azzurri e appassionati di basket che avevano voglia di vedere il meglio che la pallacanestro continentale fosse in grado di offrire”.

Dal collega dell’ufficio che ti dice, dopo la sconfitta contro la Turchia, “certo che quel Bargnani in difesa non tiene nessuno”, e che poi (ovviamente) ritratta in toto dopo l’impresa con la Spagna – “Che squadra con quei 3 Nba. Ma hai visto il Mago che canestro in penetrazione contro Gasol?!”–, alle prime pagine dei quotidiani sportivi – la pallacanestro non finiva in prima, seconda e terza pagina della Gazzetta da almeno una decina d’anni.. – fino al papà che ti chiama perché “gioca l’Italia”, manco fosse una partita dei mondiali di calcio, è chiaro che qualcosa intorno al basket è cambiato, o sta cambiando. 

“Non mi illudo che in una settimana siano diventati tutti allenatori o grandi appassionati– continua Tranquillo – di mezzo ci sono anche ovviamente i risultati degli azzurri e un evento divertente sotto tutti i punti di vista, con tante partite di alto livello che si decidono punto a punto. E’ anche vero però che il nostro gruppo di ragazzi ha la caratteristica di essere abbastanza “trasversale”, volendo usare un parolone”.

Per dirla con parole povere, abbiamo il ragazzo del sud, Gentile, con la “cazzimma” che a Caserta, città natale di Ale e Nando, conoscono parecchio e apprezzano altrettanto. C’è il capitano Datome, ben identificabile grazie ai capelli da Gesù Cristo – lo dicono i suoi ex colleghi Nba, non noi.. – erede designato (per i più nostalgici) del vecchio leone Jack Galanda. Ci sono i 3 Nba, ognuno con peculiarità tecniche e caratteriali con le quali viene facile, anche per i giocatori amatoriali delle cosiddette “minors” (o leghe minori), identificarsi. Tra l'altro Gallinari, con la sua faccia da eterno bambino, è anche idolo incontrastato tra le mamme.

I selfie, i tweet e i social network probabilmente hanno fatto il resto, facendoci sentire per 7 giorni vicini agli azzurri, tra delusioni e critiche che si sono trasformate in gioia e ora insopportabile attesa (l’Italia sarà in campo domani, alle ore 18.30, contro Israele) . “Ognuno di noi ha un cantante o un gruppo musicale per cui sarebbe disposto a pagare per un biglietto da 100 euro, ma non è detto che voglia farlo sempre – conclude Flavio – di certo con questi campionati europei, dato il livello dei giocatori (ben altra cosa, ahinoi, rispetto a quelli del campionato italiano, ndr), e con questi azzurri, che hanno un talento offensivo forse mai visto in Nazionale, viene davvero voglia di aprire il portafogli e comperare il biglietto per Lille”.

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