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Austerity Moratti: giovani e scelte dolorose. Viaggio nella crisi dell'Inter

Ecco perché l'ex padrone del mercato oggi fatica. Ingaggi da tagliare del 25% e ricavi precipitati senza Champions League. Intanto i campioni se ne vanno...

Massimo Moratti e il fair play finanziario

Il presidente dell'Inter Massimo Moratti – Credits: La Presse

Guai a parlare di ridimensionamento e smobilitazione. Meglio il termine rifondazione con attenzione al bilancio e all'opera di progressivo allineamento ai parametri del fair play finanziario. La sostanza, però, cambia poco e l'ammissione del direttore tecnico Branca sulle difficoltà dell'Inter a fare mercato in assenza di capitali freschi hanno il merito almeno di chiarire quali sono le strategie del club che solo due anni fa stava festeggiando la Champions League.

"I soldi sono pochi, non possiamo fare chissà che, ci sono dei bilanci che parlano. Gli investimenti una volta venivano fatti in una situazione economica diversa, venivano fatti con un altro tipo di entusiasmo" ha detto Branca per cercare di spiegare perché Lavezzi sia rimasto un sogno svanito non appena alla porta si sono affacciati gli sceicchi del Psg e anche gli altri, da Giovinco a Isla per finire alle difficoltà con Destro e Silvestre, siano obiettivi da non dare per scontati. Un chiarimento amaro per i tifosi ma finalmente chiaro: "Bisogna fare delle scelte che per quest’anno peseranno dal punto di vista economico, ma che abbiano risultanze in tempi brevi per assestare il monte ingaggi. In confronto alle più grandi società d’Europa, abbiamo quasi la metà dei ricavi, serviranno scelte dolorose per chi ha ingaggi molto alti".

MONTE STIPENDI DA ABBATTERE - Nell'ultima stagione l'Inter ha speso 145 milioni di euro solo per gli ingaggi della sua rosa di prima squadra. Solo il Milan aveva buste paga più pesanti. L'obiettivo è tagliare immediatamente almeno del 25%. In partenza ci sono alcuni dei big più pagati: Julio Cesar (4,5 mln netti), Lucio (3,5), Maicon (4), Forlan (3,5) e Stankovic (3). Chivu ha rinnovato al ribasso. Anche Sneijder, che prende 6,5 milioni di euro netti, può andare se arriva un'offerta giudicata sufficiente. Non è un problema di costo del cartellino ma di portare a casa giocatori che abbiano ingaggi con un tetto intorno ai 2,5 milioni netti.

CESSIONI DOLOROSE - Nell'estate del dopo-Triplete se n'è andato Balotelli dalla cui vendita Moratti ha ricavato 22 milioni di euro più bonus. Poi è stata la volta di Eto'o (20 milioni con un risparmio complessivo, ingaggio compreso, intorno ai 100). In inverno Thiago Motta è stato lasciato partire incassando 11 milioni dal Psg. Ora Pandev è andato al Napoli (8 mln) e dal mercato dovranno necessariamente arrivare almeno altri 25 milioni che serviranno a coprire il costo dei cartellini dei nuovi arrivi.

Nessuna follia, però. Moratti e Branca hanno chiarito che a certe cifre Lucas e gli altri non possono essere considerati giocatori da Inter. "Sarà un mercato intelligente" ha detto il presidente. L'importante è che sia anche senza errori come gli ultimi: 85 milioni spesi dal giugno 2010 in poi senza aver portato ad Appiano Gentile un solo titolare.

BILANCIO IN SOFFERENZA - A novembre Moratti ha staccato per l'ennesima volta un assegno pesante (40 milioni di euro) per ripianare il rosso di gestione della società (-86 mln) superiore a quello già inaccettabile del 2010 (69 mln). Numeri non più sostenibili in tempo di crisi che ha investito anche le attività del Gruppo Saras e con alle porte il fair play finanziario. Come ha cercato di spiegare Branca l'Inter continua ad avere costi da top club europeo con ricavi che sono la metà di quelli delle altre grandi: 211 milioni nel 2010-2011 contro i 479 del Real Madrid, i 450 del Barcellona, i 367 del Manchester United e i 321 del Bayern Monaco secondo la classifica della Deloitte. Impossibile competere. Nei prossimi dodici mesi mancheranno anche i ricavi della Champions League. Un buco ulteriore da 25-30 milioni di euro.

PROGETTO NUOVO STADIO - I tifosi si abituino a qualche stagione di vacche magre sul mercato anche per finanziare la costruzione del nuovo stadio. I progetti sono stati tirati fuori da cassetto e l'obiettivo è entrare nella nuova casa all'inizio della stagione 2017-2018. L'impianto sarà un gioiellino sul modello Emirates Stadium di Londra e proprio l'Arsenal è l'esempio delle scelte che Moratti sarà chiamato a fare per reperire gli oltre 200 milioni di euro necessari per la su costruzione.

Soldi che non aggraveranno i conti in logica fair play finanziario (l'Uefa li considera spese virtuose), ma che non saranno disponibili per le campagne acquisti. E' successo anche all'Arsenal che per costruire il nuovo stadio ed abbattere lo storico Highbury ha sacrificato i campioni. Può non piacere nell'immediato ma è l'unica strada percorribile. La Juventus, ad esempio, ha dato impulso al progetto della sua nuova casa anche approfittando del ridimensionamento imposto da Calciopoli e dalla retrocessione in serie B.

PALACIO E NON SOLO - Detto questo il mercato non si fermerà ai riscatti di Poli e Guarin e all'acquisto di Palacio: "Come idee ce ne sono e abbiamo dimostrato spesso che sono vincenti. Ci manca il supporto per le idee, quindi prenderemo in considerazione delle alternative che però sono convincenti". Quindi l'opera di ringiovanimento e taglio dei costi proseguirà ma per ogni arrivo ci dovrà essere un'uscita.

Silvestre è preso ma serve la certezza della partenza di Lucio verso Turchia o Brasile. Handanovic piace, però bisogna prima piazzare Julio Cesar. Destro interessa ma sarebbe gradito che qualcuno chiedesse informazioni su Pazzini. L'estate nerazzurra sarà tutta così, senza sogni da top player o fughe in avanti. Del resto anche la scelta di Stramaccioni è in linea con il nuovo corso. Allenatore giovane, motivato e disponibile a lavorare col materiale che gli viene messo a disposizione. Obiettivi? Niente proclami. Bucare ancora la qualificazione alla Champions sarebbe però un disastro economico.

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