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Wimbledon regno del tennis per 40 giorni

Prima il Championship, poi le Olimpiadi. A Londra i big si giocano la stagione

Il successo di Djokovic a Wimbledon 2011 (Credits: LaPresse)

Alcuni lo chiamano Championship, soprattutto in Inghilterra, perché la tradizione va rispettata e non si può fare altrimenti. Tuttavia, nel resto del mondo dici Wimbledon e pensi al torneo di tennis più importante e prestigioso in assoluto. Si gioca dal 1877 sul manto verde dell'All England Club di Londra, ed è uno dei 4 tornei del Grande Slam. Vinci a Wimbledon ed entri nella storia. Come William Renshaw e Pete Sampras, entrambi titolari di un settebello fantastico e difficilissimo da imitare.

A Wimbledon scendono in campo tutti i big della racchetta internazionale. E ci saranno ovviamente anche Novak Djokovic, vincitore nel 2011, e il suo 'eterno' rivale Rafa Nadal, che a Parigi ha battuto il serbo in finale chiudendo un ciclo che il numero 1 al mondo difendeva da 27 incontri consecutivi nei tornei dello Slam. Le premesse per rivedere un altro scontro al vertice ci sono tutte. Ma con un occhio a quello che sarà.

Perché quest'anno Wimbledon rimarrà aperto 40 giorni. Chiude il Championship, inizia l'Olimpiade. I big dovranno dosare le energie per non perdere il treno che porta in Paradiso. Ne è convinto anche Iacopo Lo Monaco, voce del tennis di Eurosport.

Quanto pesano le Olimpiadi su Wimbledon 2012? Sarà un torneo che alcuni protagonisti giocheranno al risparmio per presentarsi pronti nelle gare che valgono una medaglia?

E' senza dubbio una stagione particolare, molto compressa. E sarà impossibile per tutti giocare ad altissimi livelli a Wimbledon, Olimpiadi e New York. Dovranno fare delle scelte. Non credo comunque che Wimbledon possa venir preso sotto gamba. Potrebbe essere a New York che ci saranno delle sorprese. Proprio perché sarà il terzo appuntamento importante in pochi giorni e i tennisti potranno riposare soltanto una settimana dalla fine dei Giochi. Il serbatoio non può essere sempre pieno.

Ci sarà il momento in cui i big diranno 'adesso mi fermo e faccio benzina', mettendo in conto di perdere anche una partita. Per la serie, 'poi a New York vediamo'. Perché per fare bene da quelle parti ci sarà sempre tempo. Le Olimpiadi si giocano ogni 4 anni e non tutti potranno partecipare alla prossima edizione per ragioni d'età. Per Federer, tanto per capirci, potrebbe essere l'ultima. Da qui l'idea che a New York potrebbero esserci delle sorprese. Magari, potrebbe essere la volta buona per Murray. O perché no, per Tsonga o Del Potro.

Dicono i numeri che tra meno di due settimane il tennis mondiale potrebbe avere un nuovo re. Se le cose non gli girassero per il verso giusto, Djokovic potrebbe cedere infatti lo scettro di numero 1 della classifica Atp a uno tra Nadal e Federer. Ipotesi verosimile?

Non credo possibile che Djokovic si fermi prima delle semifinali. Mi sembra molto improbabile. Che Nadal vinca il torneo, ci può stare. Certo, Djokovic secondo il tabellone potrebbe incontrare Berdych dei quarti, ma in ogni caso sarebbe una grossa sorpresa vedere il serbo uscire così presto. Federer? 3 set su 5 mi sembra che faccia molta più fatica. A mio parere, ha più chance di vincere le Olimpiadi che si giocano 2 su 3 tranne la finale.

Se dovessi puntare su di lui per uno dei due impegni, direi Olimpiadi e non Wimbledon. Penso che punti almeno ad andare a medaglia, nel singolare. Per Djokovic, il discorso è simile. Anche se  credo che lui punti fortissimamente a vincere l'oro, perché la Serbia conterà molto sul suo talento per ottenere un risultato prestigioso a Londra.

Quanto potrebbe pesare la sconfitta che il tennista serbo ha rimediato contro lo spagnolo al Roland Garros? Djokovic è ancora il più forte?

Peserà poco o niente, perché la terra battuta, soprattutto quella del Roland Garros, è tutta un'altra storia rispetto all'erba di Wimbledon. Poi, è stata una finale talmente atipica, più volte interrotta. Djokovic ha sicuramente nella testa il pensiero che se non ci fosse stata la pioggia, avrebbe vinto lui. La sensazione era quella. Prima dell'interruzione definitiva, Djokovic aveva in pugno Nadal. Poi, il serbo ha perso la bussola, non l'avevo mai visto così nervoso quasi al limite dell'isterismo.

Sono convinto in ogni caso che Djokovic non sia quello dello scorso anno. Dirò di più. Il suo rendimento è cominciato a calare nella seconda parte del 2011, dalla vittoria di Wimbledon in avanti. A New York era già meno straripante, ma era così sicuro di sé che vinceva a ripetizione. Si è ripreso all'inizio del 2012, ma era comunque meno in forma rispetto a quel periodo d'oro. Intendiamoci, sta giocando bene. Meglio di come abbia mai giocato, 2011 a parte. Diverse volte in conferenza stampa l'ho sentito scansare le domande che facevano riferimento all'anno scorso. Credo che sia consapevole del fatto che non possa più tornare a giocare a quel livello. Anche se questo non significa che non possa vincere altri tornei dello slam nel 2012.

15 italiani in corsa per vincere il più possibile in uno dei tornei più importanti al mondo. Qualche speranza?

Cosa intendiamo per speranza? Vincere due partite? Anche se sabato scorso ha giocato una finale orribile, credo che Seppi possa arrivare al terzo turno. Ha un buon tabellone, potrebbe anche ripetere il risultato di Parigi e quindi raggiungere gli ottavi.

Come dire, accontentiamoci...

Per sperare in qualcosa di più, dovrebbero cambiare gli atteggiamenti dei giocatori italiani. E la vedo difficile. La Errani è emersa perché è andata via. Seppi fa bene perché ha una cultura austriaco-tedesca. E' nato al confine, non si può dire che sia il tipico ragazzo italiano. Un Fognini o un Bolelli, tanto per capirci. Nella difficoltà, i 'nostri' trovano le scuse. Da noi, lo sappiamo come va, si mangia meglio, si sta meglio.

Chi glielo fa fare ai tennisti di casa nostra di sacrificare una parte importante della propria vita fuori dall'Italia? Nel tennis, se non sei abituato ad assumerti le tue responsabilità fin da giovane non vai avanti. In campo sei da solo, devi decidere in autonomia. In pochi istanti e in una condizione di stress. E se sei stato abituato a farti coccolare dai genitori, è un bel problema.

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